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sabato 19 agosto 2017

L'asilo di mia figlia

 
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Dico la verità. La scorsa notte tornando a casa dall'incontro con Comilva a Palazzago, per la prima volta da quando è iniziata questa brutta avventura dell'obbligo vaccinale ho avuto veramente paura di non riuscire a mandare la mia bimba grande al suo ultimo - dico, l'ultimo - anno d'asilo.
Arrivando a casa e trovandola addormentata (era l'1.30 di notte) le ho dato un bacione ripromettendomi che avrei tentato ogni strada per garantirle ciò che desidera, cioè rivedere le sue maestre e i suoi amichetti, come mi ha ribadito con la sua vocina in mattinata quando le ho chiesto cosa ne pensasse del suo asilo.
Ma nel frattempo avevo passato una notte insonne in cui mi sono passate di fronte tutte le possibili opzioni e i possibili esiti, ahimé quasi sempre negativi.
E allora sono tornato a pensare a quello che stiamo chiamando il "piano B" e che altro non è se non una cosa di cui avevo anche parlato e scritto alcuni mesi fa.
Sono tornato a chiedermi se questa crisi, come nella migliore delle tradizioni esoteriche, non sia in realtà un'opportunità e se noi non si stia sbagliando l'obiettivo.
Forse Dio (e che cacchio, lasciatemi chiamare le cose col giusto nome, poi se avete un'altra visione spirituale ci penserete voi a cambiare i termini) non ci sta invitando a lottare per mandare i nostri bimbi all'asilo o a scuola senza vaccinarli. Forse ci sta dicendo di non mandarli proprio all'asilo o a scuola perché quei luoghi sono pessimi per la loro crescita.
La nostra sofferenza nasce proprio dal non aver colto il messaggio e diventiamo simili a un marinaio che si ostina a condurre l'imbarcazione contro vento anziché sfruttarlo... perché il Creato è proprio come un Oceano, un Oceano spirituale in cui dobbiamo imparare a muoverci seguendo venti e correnti che non è possibile combattere.
E allora oggi, stante la mancanza di sonno, ho facilmente iniziato a sognare ad occhi aperti...
Ho iniziato a sognare ciò di cui avevamo a mala pena parlato, le nostre famiglie che si riuniscono a gruppetti a seconda dei paesi, per fare tanti piccoli asili diffusi nelle case delle famiglie, con quattro, cinque o sei bimbi, le mamme e i papà che possono seguirli.
Li ho sognati mentre, all'inizio della settimana, il gruppetto di bimbi va con i genitori che fan loro da maestri al supermercato a comprare del buon cibo per i loro pranzi e le merende della settimana facendo con la spesa una bella lezione di educazione alimentare.
Li ho immaginati giocare a riordinare e pulire giocando la casa di chi li ha generosamente ospitati, tra la lettura di un libro e una strimpellata di strumenti musicali.
Immagino i genitori lavoratori che periodicamente si accordano per prendere insieme una giornata di ferie e andare "all'asilo" coi propri bimbi per un giorno.
Li ho sogntati mentre una volta al mese (ma anche due, tre... in fondo siamo Liberi di Scegliere, no?) tutti i gruppetti della provincia si riuniscono, a seconda della stagione, in un parco, in piscina, in un salone a fare grandi attività in comune, oppure al cinema a vedere un bel film per bambini.
Immagino le mamme e i papà senza lavoro o che lavorano tra le mura domestiche che si prodigano per primi nel dare educazione e assistenza ai propri figli e a quelli degli altri, e i genitori che lavorano fuori che invece valorizzano lo sforzo dei primi aiutandoli anche economicamente, perché in questa avventura ognuno da quello che ha.
E continuando a sognare ad occhi aperti - o forse era la calura dlla giornata - ho anche visto gli inconfondibili boccoloni della mia grande che sbucavano dalla turma dei suoi nuovi amichetti.
E così, semmai un giorno qualcuno dovesse dirmi "i bambini non vaccinati devono restarsene a casa", io seguendo la corrente potrei rispondere "esatto e ringraziano per l'opportunità"
Figlia mia, faremo di tutto perché tu possa tornare all'asilo che ami tanto. Ma ti prometto che se qualcosa dovesse andare storto l'alternativa non sembra poi così male.

giovedì 15 ottobre 2015

La falsità del "Nuovo Ordine Vaccinale"



Potete ingannare tutti per un po'. Potete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potete ingannare tutti per sempre



Nelle ultime settimane i media hanno alzato il tiro sulla presunta recrudescenza di malattie infettive e su gravi complicazioni o addirittura casi di morte provocati dalle stesse.
Lo sfondo su cui si colloca questa battaglia mediatica è abbastanza inquietante e non ci riferiamo qui alla questione vaccinale in particolare ma all'insieme dei pezzi che si muovono sulla scacchiera e che denotano una violenta accelerazione del sistema politico-economico nel processo di liberticidio generale: imposizione dell'ideologia di genere, contrasto di USA-UE alle operazioni anti-Isis della Russia con conseguente sostegno occidentale al terrorismo, trattativa per l'entrata in vigore del TTIP, etc.

La grancassa comunicativa che senza alcun fondamento scientifico sta convincendo la popolazione che il calo di vaccinazioni sia l'equivalente di un attacco con armi batteriologiche con conseguenti morti e mutilati gioca il duplice ruolo da un lato di dirottamento dell'attenzione pubblica dove fa più comodo (dal quadro generale prima accennato al problema specifico scorporato dal resto) e dall'altro di distorsione della singola questione.

Tentare di rincorrere i singoli casi con cui giornali e tv stanno deviando le già appassite coscienze del pubblico sarebbe inutile per cui si vuole qui ricordare che all'oggi, e questo è l'unico dato di fatto, non si riscontrano apprezzabili variazioni nell'incidenza delle malattie infettive e nemmeno i casi riscontrati sono stati ricondotti in alcun modo all'assenza di copertura vaccinale.
In sostanza sinora i media hanno parlato del nulla limitandosi a sottolineare casistiche che da sempre si verificano e lo hanno fatto con una strumentalità che troppo ricorda la volontà di enfatizzare una notizia per aumentarne l'impatto emotivo e le conseguenti reazioni.

Ma questo dato di fatto si collega a un'altra considerazione statistica che affonda le radici molto indietro nel tempo, agli anni in cui le vaccinazioni sono state via via introdotte.
I sostenitori di questa profilassi riportano costantemente dati secondo i quali dopo l'introduzione dei vaccini a partire grosso modo dall'inizio del '900 le più gravi malattie infettive sono andate via via riducendosi evidenziando quindi un rapporto di causa-effetto sulla base della contemporaneità dei due fatti.
E' chiaro che se a riprodurre un ragionamento di questo tipo fossimo stati noi nel giro di cinque minuti ci avrebbero liquidati come complottisti in quanto la contemporaneità tra due accadimenti non dimostra assolutamente una correlazione diretta tra i due a meno di non voler sostenere che in caso di pioggia sia proprio l'acqua piovana a far aprire gli ombrelli.
Le statistiche di cui sopra infatti mancano di un pezzo che viene facilmente alla luce con una ricerca più approfondita e che non a caso è in realtà ben noto proprio a medici e ricercatori del settore, sebbene pochi amino rispolverarlo, ossia l'andamento delle malattie infettive prima dell'introduzione dei vaccini.
I grafici in questione - ampiamente documentati e consultabili facilmente sul libro del dottor Eugenio Serravalle Bambini super vaccinati – mostrano che l'incidenza delle malattia infettive per le quali sono state via via introdotte le vaccinazioni stava già calando prima dei vaccini stessi (parlando ovviamente di paesi sviluppati come quelli europei, gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone). Meglio ancora facendo dei confronti comparati si scopre che tra paesi diversi e con profilassi diverse (vaccinazione introdotta in un primo paese e non introdotta in un secondo) il calo dell'incidenza delle malattie risulta sostanzialmente analogo.
Qualcosa dunque non torna nel ragionamento di chi vorrebbe chiudere la discussione sui vaccini sentenziando che dati alla mano essi avrebbero debellato le malattie infettive.
A voler essere comprensivi si potrebbe dire che i vaccini hanno al più rafforzato una tendenza già in corso ma è anche vero che al contrario in alcuni casi essi hanno invece contribuito a una momentanea recrudescenza acuta della malattia stessa (per esempio diffondendo virus vivi presenti nella composizione del vaccino stesso) poi tornata a stabilizzarsi.

E allora se noi non vogliamo essere complottisti e non vogliamo che lo siano nemmeno i sostenitori del vaccino a tutto spiano occorre ricavare un'altra conclusione da quanto detto sin qui. Dati e andamenti alla mano il calo delle malattie e l'introduzione dei vaccini non sono l'uno l'effetto e l'altro la causa che lo ha determinato ma, più probabilmente, entrambi questi fatti sono effetti contemporanei di una causa terza ossia il progresso economico, tecnico e scientifico che in quegli anni ha toccato in varia misura i paesi in questione.
Questo sviluppo materiale ha infatti permesso a parti crescenti di popolazione di migliorare il proprio tenore di vita, la qualità dell'alimentazione e le condizioni igieniche a partire dal momento del parto ed è questo progresso, fatto di acqua e sapone, biancheria pulita, fogne bianche e fogne nere, che ha veramente sconfitto le malattie infettive. Sempre questo progresso, con le risorse crescenti che ha portato alla medicina e alla ricerca, ha in effetti permesso a ospedali, università e medici in buona fede (in quella fase) di sperimentare e introdurre la pratica vaccinale come profilassi preventiva indipendentemnte dalla loro reale efficiacia.

Oggi questa situazione concettuale non si è spostata di un millimetro e a sostegno di questa tesi possiamo ricordare l'enfasi artificialmente costruita intorno a singoli casi, come il presunto "allarme" da meningogocco b in Toscana quando i casi accertati sono inferiori a quelli dello scorso anno, e soprattutto il totale mancato approfondimento delle singole situazioni personali e sanitarie delle vittime, piccole e grandi, delle malattie infettive riscontrate e delle situazioni di contagio cui sono state relmente esposte.


giovedì 12 marzo 2015

Alimentazione e salute, OGM e vaccini: quali conseguenze sui nostri corpi?



Comunicato stampa

Conferenza sulla deriva di agricoltura transgenica, medicina e interessi delle multinazionali



«Alimentazione e salute, OGM e vaccini: quali conseguenze sui nostri corpi?»



Venerdì 20 marzo alle 20.45, presso la sala Galmozzi della biblioteca Caversazzi di Bergamo, Caposaldo presenterà l'incontro dal tema Alimentazione e salute, OGM e vaccini: quali conseguenze sui nostri corpi?, in cui si discuterà delle derive estreme di queste pratiche e del ritorno a pratiche più a misura d'uomo come l'agricoltura a chilometro zero combinata ai gruppi di acquisto solidale e la medicina naturale.

Interverranno Alberto Mondini, naturopata e ricercatore di medicina ortomolecolare, autore di svariati libri e la professoressa Francesca Forno, docente di Sociologia presso l'Università degli studi di Bergamo.



Modera il tavolo l'avvocato Flaminio Maffettini.



Alberto Mondini, veneto, è naturopata e autore di diversi volumi come Kankropoli e Il Tradimento della Medicina, quest'ultimo già oggetto di una campagna di diffusione notevole qui in Lombardia tra il 2006 e 2007. Critico verso gli interessi di guadagno delle case farmaceutiche, che non esitano a mettere sul mercato rimedi dannosi alla salute al solo fine di vendere, ha a suo tempo contribuito a scatenare il “caso Di Bella” proprio con la pubblicazione di Kankropoli.



Francesca Forno è ricercatrice di Sociologia Generale presso l'Università degli studi di Bergamo dove insegna Fondamenti di sociologia e Sociologia dei consumi. È membro del gruppo di ricerca CORES (Osservatorio su Consumi, reti e pratiche di economie sostenibili – Università di Bergamo) e condirettrice della rivista “Partecipazione e Conflitto”.



L'ingresso è libero e gratuito.



Evento Facebook su: https://www.facebook.com/events/843776915696037/



Nata come coordinamento di movimenti e associazioni legati da una comune battaglia Caposaldo costituisce ora un'associazione che raccoglie le esperienze e le sensibilità personali di militanti di diverse provenienze. Scopo del movimento è la lotta contro il sistema capitalista e il Nuovo Ordine Mondiale con la messa in campo in particolare di momenti di controinformazione, volantinaggi e incontri di approfondimento. La varietà originale degli associati consente di trattare il tema da diverse prospettive, dall'economia alla politica, dalla spiritualità all'ecologia.



Per informazioni:

  • Simone Boscali, cell. 3314298972

venerdì 23 maggio 2014

I vaccini dei Taliban



Il giornalismo è un ambiente nel quale le regole deontologiche possono essere violate con la stessa facilità con la quale Jack lo Squartatore ammazzava una povera donna. Ma nonostante questa ipocrisia c'è qualcosa che mi era stato ben insegnato nella mia breve esperienza passata nel settore, ossia, mai scrivere qualcosa che non aggiunga contenuti inerenti la notizia che si vuole comunicare, men che meno se questa aggiunta è un'opinione personale.
In sostanza, se la notizia riguarda l'incendio di un appartamento del centro, non ha alcuna rilevanza che il padrone dell'abitazione avesse fatto colazione con il caffè piuttosto che con un succo di frutta, per cui questo dettaglio non andrà scritto.
E' per questo che divento molto sospettoso nel momento in cui vedo che questa regola viene trasgredita come nulla fosse da testate di una certa importanza (ovviamente a livello intrasistemico) come il Corriere della Sera.

Nel caso in questione (Spionaggio della Cia con i vaccini Gli Usa: «Non lo faremo più») mi avrebbe dovuto sorprendere, in realtà la cosa non mi stupisce affatto, un riferimento al comportamento dei Taliban, definiti demenziali per il loro rifiuto delle vaccinazioni propinate dalle agenzie occidentali dopo l'occupazione del loro paese, l'Afghanistan. Un comportamento emerso in particolare in un'operazione della CIA tesa ad avvicinare i capi di al-Qaeda attraverso campagne di vaccinazioni farlocche (come lo sono tutte, del resto, anche quelle che non hanno finalità di spionaggio):

I talebani hanno scatenato una guerra contro le vaccinazioni considerate il paravento della Cia. In realtà i militanti le osteggiavano già da prima, sostenendo che si trattava di una manovra per sterilizzare i piccoli musulmani. Visioni da dementi (il sottolineato è mio) che però si sono sommate ai sospetti dopo l’assalto di Abbottabad e al piano Usa

L'eventuale demenza dei Taliban in merito alle questioni mediche non è affare inerente la notizia e in ogni caso l'insulto all'intelligenza di qualcuno, fosse anche di fanatici che davvero non si sono mai contraddistinti per acume cerebrale, non spetta a un giornalista del Bugiardone nazionale.
Ma come si diceva all'inizio, la deontologia del giornalismo è di fatto lettera morta sacrificata alle strategie di comunicazione più generali. Strategie che, soprattutto in questi anni in cui manipoli di genitori coraggiosi stanno lottando per liberare i propri figli dalla guerra batteriologica occultata dei vaccini, sono utili a criminalizzare proprio costoro costruendo uno strisciante paragone coi Taliban.
Operazione del resto già avviata dalla rivista medica ufficiale Uppa (Talebani di casa nostra). Per chi avesse dei dubbi sul fatto che si tratti di una propaganda orchestrata, basta evidenziare che sempre il Corriere ha pubblicato nelle stesse ore dell'articolo sopra citato un altro pezzo in cui non manca di dare ampio spazio alla posizione ufficiale della medicina, tesa a negare l'identità del vaccino quale arma batteriologica (Vaccini e autismo, il pm di Trani nominerà un pool di esperti).

Leggendo articoli come quello del Corriere il lettore assimila l'idea che rifiutare un vaccino sia cosa da “dementi Talebani” e questa immagine influenzerà negativamente il suo giudizio verso i genitori e le associazioni che portano avanti una battaglia di libertà e salute.

Ma l'Occidente oltre che poca intelligenza ha anche poco spirito di osservazione. Non si rendono conto i professori della disinformazione che il loro paragone coi Taliban, che vorrebbe essere denigratorio, potrebbe invece rivelarsi ben augurante e di questo io li ringrazio.
Questi barbuti ignoranti, feroci, analfabeti, fanatici, intolleranti, sono anche coloro che con poche migliaia di combattenti pronti a tutti hanno tenuto sotto scacco e stanno infine sconfiggendo l'esercito occupante più forte del mondo con una lotta che dura ininterrottamente da oltre una dozzina d'anni.
Stiano attenti quindi i sostenitori dei vaccini, perché i trabocchetti linguistici del Bugiardone potrebbero portar loro sfortuna e tra una decina d'anni si ritroveranno sconfitti e senza più ragion d'essere...

mercoledì 16 aprile 2014

Due passi per liberarsi dalle responsabilità



Il mondo occidentale è caratterizzato da quello che il filosofo Diego Fusaro ha ben definito “idiotismo specialistico”. Vale a dire, sempre meno si accettano discipline di studio che approccino la realtà presa nella sua Totalità e sempre più si incoraggia un approccio alla Parzialità con discipline sempre più specialistiche. Il drammatico risultato è la proliferazione di esperti e accademici che conoscono a memoria la propria ristrettissima nicchia di competenza ma sono del tutto incapaci di contestualizzarla nel quadro più generale cui in realtà appartiene. Questo è il motivo per cui, guardando specificamente a una cosa, un problema, un’idea, ci si può costruire su di essa una certa opinione, ma contestualizzandola se ne ricava spesso un’impressione del tutto contraria.
La crescente specializzazione lavora palesemente per il motivo opposto a quello preteso, ossia, anziché favorire la conoscenza, se ne allontana e allontana gli stessi studiosi e le persone. I primi perché vittime del loro stesso idiotismo specialistico, i secondi perché prigionieri della convinzione che solo i primi, in virtù di titoli di studio sempre più altisonanti, siano gli incontestabili depositari del sapere.
Quest’ultima condizione in particolare ha ingabbiato la conoscenza e l’ha spostata dal popolo ai vertici negando alla gente comune il diritto a farsi un’opinione e quindi espropriandola gradatamente della possibilità di intervenire nei processi decisionali in un modo che l’ipocrita Occidente definirebbe “democratico”.
Ecco quindi che solo un economista impegnato nelle aule universitarie ha diritto a parlare di economia mentre un cittadino, che l’economia la vive sulla propria pelle, non si può esprimere anche quando avesse appreso da sé migliori conoscenze. Un medico che non ha strutturalmente prospettive di diverso approccio alla salute ha diritto a parlare di medicina, mentre questo diritto non l’ha una persona che di nuovo può aver acquisito un sapere maggiore e più vario. Presto solo gli ingegneri e i fisici nucleari potranno esprimersi in referendum sull’energia atomica in quanto solo loro competenti in materia.
Non che questo esproprio sia avvenuto esclusivamente a causa di un’azione di forza dei vertici contro il popolo. Anche quest’ultimo ha giocato la sua parte lasciandosi depredare così da soddisfare un’antica tentazione umana: la fuga dalle responsabilità. Delegare l’esclusiva del sapere agli specialisti infatti significa anche delegare loro la responsabilità delle scelte su questi argomenti ed essere quindi al riparo da critiche oltre che avere una giustificazione per il proprio disimpegno politico e sociale. 

Illuminanti, perché collegate senza alibi alla quotidianità, sono i casi riguardanti la medicina e due atteggiamenti di doppiopesismo possono aiutare a capire la gravità della cosa.

Vi sono per fortuna coppie di genitori che decidono per l’obiezione risparmiando ai propri figli le vaccinazioni obbligatorie. Ma la critica esplicita o velata che viene rivolta a questi genitori è che essi non avrebbero il diritto di decidere per gli altri, per i propri figli. Naturalmente si tratta di un’assurdità che affonda le radici proprio nella fede che l’uomo ha nella specializzazione altrui e nella delega che gli si da a decidere. Se infatti è vero che sono i genitori obiettori a decidere per i figli - e del resto non si capisce perché non dovrebbero farlo -, vale altrettanto per quei genitori che invece decidono di vaccinare. Sono loro, e non i medici come illusoriamente vogliono credere autoconvincendosi della cosa, a decidere che il proprio bambino di pochi mesi deve essere sottoposto all’inoculazione di qualcosa che non si conosce. Pertanto imputare agli obiettori un abuso per aver deciso qualcosa è accusa assolutamente inconsistente. Ciò che in realtà succede, e che costituisce una differenza che fa ben sperare nel caso specifico, è che qualcuno ha consapevolmente deciso, anziché aver inconsapevolmente delegato altri a farlo.

Un secondo atteggiamento dubbio può valere per l’esempio precedente ma meglio ancora per un altro esempio che possiamo portare, come il consigliare a una persona a noi prossima una cura da seguire per il cancro. Sarebbe facile, nel momento della paura e del bisogno di “certezze” immediate, affidare la persona a una procedura ufficialmente accettata, come la chemioterapia o la radioterapia. Si affiderebbe in tutto e per tutto il nostro caro ad altri e se, come altamente probabile, l’esito fosse fatale, ci si sentirebbe la coscienza a posto. La colpa non è nostra, che abbiamo consigliato la cosa sbagliata, e nemmeno dei medici, depositari del sapere, o della procedura adottata, riconosciuta negli ambienti scientifici, ma è della malattia, troppo forte per essere sconfitta. La persona che dovrebbe assumersi la responsabilità delle cose, prendendo nelle proprie mani quanto gli compete, è invece completamente deresponsabilizzata perché è questo ciò che vuole. Se al contrario si indirizzasse il proprio caro a una terapia non riconosciuta su di noi, agli occhi degli altri, graverebbe il peso della decisione. Se quella persona non dovesse farcela, i criteri di giudizio precedenti sarebbero inspiegabilmente ribaltati. La colpa non sarebbe più della malattia, magari davvero troppo forte per essere eradicata, ma della terapia scelta, chiaramente inefficace, di chi l’ha applicata, incompetente e mangiasoldi, e soprattutto nostra poiché irresponsabilmente l’abbiamo consigliata. Così come del resto, per collegarsi all’esempio precedente, se un bimbo dovesse subire un (estremamente improbabile) danno da non-vaccino i genitori finirebbero sotto il fuoco incrociato della pubblica opinione (che improvvisamente si riscoprirebbe capace di pensare), mentre nel caso dei numerosi bambini danneggiati per sempre dalle vaccinazioni i loro genitori non sarebbero additati quali responsabili di una scelta scellerata ma al contrario ritenuti vittime perché essi avrebbero solo fatto quello che diceva la medicina. Ossia quello che diceva qualcun altro che ha o avrebbe deciso per loro.

La vecchia saggezza popolare metteva in guardia sul non prendere a scatola chiusa le indicazioni dei saccenti chiedendo “e se si butta nel fosso ti butti anche tu?”. Ma quella era una saggezza appunto “popolare”, cioè di tutti, condivisa e quindi l’esatto opposto dell’idiotismo specialistico imposto, con la complicità del popolo, affinché il popolo stesso sia pronto più che mai a gettarsi nel fosso della deresponsabilizzazione e della delega.

lunedì 16 dicembre 2013

Le vere cause biologiche del cosiddetto "disagio mentale"




Per anni ho detto, scritto e argomentato che le diagnosi dell'apparato psichiatrico sono più che altro etichette, ben poco scientifiche, spesso utilizzate in maniera strumentale in base ai pregiudizi di un'epoca storica o di un contesto sociale. La lettura testuale delle diagnosi degli anni '70 lascia davvero inorriditui. 
In effetti la storia della psichiatria è un concentrato di orrori, ed anche molta cosiddetta "antipsichiatria" spesso è stata alquanto timida nel denunciare tutto questo.
Con questo però si è detta solo metà della verità, dal momento che certe diagnosi non sono poi del tutto inventate, per quanto la loro attribuzione sia (come appena ricordato) alquanto soggettiva. Se quindi la diagnosi di "schizofrenia" è una delle più vaghe dell'intera letteratura medica (l'esperimento di Rosenham ha dimostrato in maniera decisiva l'inconsistenza e la totale mancanza di scientificità di tale classificazione diagnostica), non altrettanto si può dire della diagnosi di "disturbo ossessivo compulsivo", di "depressione" o "anoressia". Ferma restando una notevole arbitrarietà e soggettività nella diagnosi, non si può certo negare che esistano persone che soffrono di crisi depressive, di umore fin troppo volubile, ossessionati da manie irrazionali, o con un terribile rapporto col cibo.

La psichiatria ha spesso sostenuto che i cosiddetti "problemi mentali" fossero causati da cause biologiche, da squilibri elettrochimici nel cervello, arrivando ad incolpare in un caso l'eccesso o nell'altro caso la carenza di certe molecole biochimiche. Ebbene io ho sempre argomentato che tale ipotesi fosse priva di fondamento, e con me l'ottimo psichiatra (decisamente fuori dal coro) Peter Breggin, di cui consiglio di leggere questo lunga introduzione ad un suo libro. 

Adesso però ho scoperto che se gli psichiatri sbagliavano nell'attribuire le cause della cosiddetta "malattia mentale" a tali squilibri biochimici, la loro idea che ci fosse una causa biologica di tanti problemi "mentali" era in realtà esatta, ma tale scoperta porta ben lontano dall'utilizzo di psicofarmaci che rendono la gente simile a zombie, dalla reclusione forzata di persone in strutture psichiatriche, dalla perdita sostanziale dei diritti civili.
Ciò che ho scoperto negli ultimi anni è che le vere cause dei problemi cosiddetti mentali sono:
- la disbiosi intestinale, che causa carenze di magnesio e vitamine del gruppo B (nonchè di altri nutrienti essenziali) indispensabili al buon funzionamento del sistema nervoso, che causa la presenza nel sangue di un notevole carico di tossine generate dai microbi patogeni. A tal riguardo la dottoressa Campbell-McBride ha ben spiegato nel suo libro La sindrome psico-intestinale come dai probemi intestinali si originino i cosiddetti problemi mentali.
- l'inquinamento da veleni chimici e metalli pesanti come il piombo ed il mercurio; il mercurio in particolare era presente fino a pochi anni nei vaccini (*), ma lo si trova anche nelle tossiche otturazioni dentali in amalgama (da notare che il mercurio è una delle cause della disbiosi intestinale)
-  i focus dentali e i denti del giudizio impattati a ulteriore conferma che le cause della malattia fisica e mentale sono spesso certe pericolose pratiche di odontoiatria; vedi a tal proposito oltre che il link precedente anche i video presenti sul canale youtube di Lorenzo Acerra.


(*) in alcuni vaccini multidose ed in qualche lotto di vaccino ancora in circolazione è presente ancora un conservante a base di mercurio (Thiomerosal).