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lunedì 3 luglio 2017

«La guerra dei vaccini»




Alla ricerca di risposte in una fase di manipolazione dell'informazione e diffusione della paura

«La guerra dei vaccini»

Sabato 8 luglio, ore 16.45, presso la sala conferenze di via Mascagni 85, Bergamo, le associazioni Domus Orobica e Caposaldo presenteranno l'incontro dal tema La guerra dei vaccini.
Presenterà l'incontro e introdurrà la tematica l'avvocato Flaminio Maffettini, di Caposaldo; relatore scientifico il dottor Paolo Gulisano dell'ASST di Lecco.

Il decreto Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie è un omaggio alla “benedizione” dell'ex presidente USA Barack Obama al ruolo dell'Italia quale capofila per le strategie vaccinali nel mondo per la Global Health Security Agenda.
Un ruolo che impegna l'Italia in una politica sanitaria che poco ha a che vedere con la salute e molto con la sperimentazione di massa in campo medico senza un'adeguata informazione ai cittadini e che rischia di portare il nostro paese, unico in Europa, a prevedere dodici vaccinazioni obbligatorie in assenza di epidemie o di qualunque altro stato di potenziale rischio epidemiologico nei primi sedici anni di vita.
Il nostro paese rischia di non essere più solo la “portaerei del Mediterraneo” ma anche il laboratorio sperimentale dell'industria farmaceutica.
Sulla reale opportunità di questa misura esporranno il dottor Paolo Gulisano, epidemiologo dell'ASST di Lecco, noto per sue passate prese di posizione contro l'obbligo vaccinale, e l'avvocato Flaminio Maffettini.
Saranno illustrati i concetti base, ad esempio cosa sia un vaccino e come funzioni, dati epidemiologici e sarà discussa criticamente l'opportunità del provvedimento ora in discussione in parlamento.
La conferenza si terrà lo stesso giorno della grande manifestazione nazionale di Pesaro contro gli obblighi vaccinali ed anche per questo sarà particolarmente pensata per quel pubblico che ancora non si sia fatto un'idea precisa del problema.

L'ingresso è libero e gratuito.

Evento Facebook su: https://www.facebook.com/events/379741489094539/

Nata come coordinamento di movimenti e associazioni legati da una comune battaglia Caposaldo costituisce ora un'associazione che raccoglie le esperienze e le sensibilità personali di militanti di diverse provenienze. Scopo del movimento è la lotta contro il sistema capitalista e il Nuovo Ordine Mondiale con la messa in campo in particolare di momenti di controinformazione, volantinaggi e incontri di approfondimento. La varietà originale degli associati consente di trattare il tema da diverse prospettive, dall'economia alla politica, dalla spiritualità all'ecologia.

Per informazioni:
  • Simone Boscali, cell. 3314298972

giovedì 15 ottobre 2015

La falsità del "Nuovo Ordine Vaccinale"



Potete ingannare tutti per un po'. Potete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potete ingannare tutti per sempre



Nelle ultime settimane i media hanno alzato il tiro sulla presunta recrudescenza di malattie infettive e su gravi complicazioni o addirittura casi di morte provocati dalle stesse.
Lo sfondo su cui si colloca questa battaglia mediatica è abbastanza inquietante e non ci riferiamo qui alla questione vaccinale in particolare ma all'insieme dei pezzi che si muovono sulla scacchiera e che denotano una violenta accelerazione del sistema politico-economico nel processo di liberticidio generale: imposizione dell'ideologia di genere, contrasto di USA-UE alle operazioni anti-Isis della Russia con conseguente sostegno occidentale al terrorismo, trattativa per l'entrata in vigore del TTIP, etc.

La grancassa comunicativa che senza alcun fondamento scientifico sta convincendo la popolazione che il calo di vaccinazioni sia l'equivalente di un attacco con armi batteriologiche con conseguenti morti e mutilati gioca il duplice ruolo da un lato di dirottamento dell'attenzione pubblica dove fa più comodo (dal quadro generale prima accennato al problema specifico scorporato dal resto) e dall'altro di distorsione della singola questione.

Tentare di rincorrere i singoli casi con cui giornali e tv stanno deviando le già appassite coscienze del pubblico sarebbe inutile per cui si vuole qui ricordare che all'oggi, e questo è l'unico dato di fatto, non si riscontrano apprezzabili variazioni nell'incidenza delle malattie infettive e nemmeno i casi riscontrati sono stati ricondotti in alcun modo all'assenza di copertura vaccinale.
In sostanza sinora i media hanno parlato del nulla limitandosi a sottolineare casistiche che da sempre si verificano e lo hanno fatto con una strumentalità che troppo ricorda la volontà di enfatizzare una notizia per aumentarne l'impatto emotivo e le conseguenti reazioni.

Ma questo dato di fatto si collega a un'altra considerazione statistica che affonda le radici molto indietro nel tempo, agli anni in cui le vaccinazioni sono state via via introdotte.
I sostenitori di questa profilassi riportano costantemente dati secondo i quali dopo l'introduzione dei vaccini a partire grosso modo dall'inizio del '900 le più gravi malattie infettive sono andate via via riducendosi evidenziando quindi un rapporto di causa-effetto sulla base della contemporaneità dei due fatti.
E' chiaro che se a riprodurre un ragionamento di questo tipo fossimo stati noi nel giro di cinque minuti ci avrebbero liquidati come complottisti in quanto la contemporaneità tra due accadimenti non dimostra assolutamente una correlazione diretta tra i due a meno di non voler sostenere che in caso di pioggia sia proprio l'acqua piovana a far aprire gli ombrelli.
Le statistiche di cui sopra infatti mancano di un pezzo che viene facilmente alla luce con una ricerca più approfondita e che non a caso è in realtà ben noto proprio a medici e ricercatori del settore, sebbene pochi amino rispolverarlo, ossia l'andamento delle malattie infettive prima dell'introduzione dei vaccini.
I grafici in questione - ampiamente documentati e consultabili facilmente sul libro del dottor Eugenio Serravalle Bambini super vaccinati – mostrano che l'incidenza delle malattia infettive per le quali sono state via via introdotte le vaccinazioni stava già calando prima dei vaccini stessi (parlando ovviamente di paesi sviluppati come quelli europei, gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone). Meglio ancora facendo dei confronti comparati si scopre che tra paesi diversi e con profilassi diverse (vaccinazione introdotta in un primo paese e non introdotta in un secondo) il calo dell'incidenza delle malattie risulta sostanzialmente analogo.
Qualcosa dunque non torna nel ragionamento di chi vorrebbe chiudere la discussione sui vaccini sentenziando che dati alla mano essi avrebbero debellato le malattie infettive.
A voler essere comprensivi si potrebbe dire che i vaccini hanno al più rafforzato una tendenza già in corso ma è anche vero che al contrario in alcuni casi essi hanno invece contribuito a una momentanea recrudescenza acuta della malattia stessa (per esempio diffondendo virus vivi presenti nella composizione del vaccino stesso) poi tornata a stabilizzarsi.

E allora se noi non vogliamo essere complottisti e non vogliamo che lo siano nemmeno i sostenitori del vaccino a tutto spiano occorre ricavare un'altra conclusione da quanto detto sin qui. Dati e andamenti alla mano il calo delle malattie e l'introduzione dei vaccini non sono l'uno l'effetto e l'altro la causa che lo ha determinato ma, più probabilmente, entrambi questi fatti sono effetti contemporanei di una causa terza ossia il progresso economico, tecnico e scientifico che in quegli anni ha toccato in varia misura i paesi in questione.
Questo sviluppo materiale ha infatti permesso a parti crescenti di popolazione di migliorare il proprio tenore di vita, la qualità dell'alimentazione e le condizioni igieniche a partire dal momento del parto ed è questo progresso, fatto di acqua e sapone, biancheria pulita, fogne bianche e fogne nere, che ha veramente sconfitto le malattie infettive. Sempre questo progresso, con le risorse crescenti che ha portato alla medicina e alla ricerca, ha in effetti permesso a ospedali, università e medici in buona fede (in quella fase) di sperimentare e introdurre la pratica vaccinale come profilassi preventiva indipendentemnte dalla loro reale efficiacia.

Oggi questa situazione concettuale non si è spostata di un millimetro e a sostegno di questa tesi possiamo ricordare l'enfasi artificialmente costruita intorno a singoli casi, come il presunto "allarme" da meningogocco b in Toscana quando i casi accertati sono inferiori a quelli dello scorso anno, e soprattutto il totale mancato approfondimento delle singole situazioni personali e sanitarie delle vittime, piccole e grandi, delle malattie infettive riscontrate e delle situazioni di contagio cui sono state relmente esposte.


venerdì 23 maggio 2014

I vaccini dei Taliban



Il giornalismo è un ambiente nel quale le regole deontologiche possono essere violate con la stessa facilità con la quale Jack lo Squartatore ammazzava una povera donna. Ma nonostante questa ipocrisia c'è qualcosa che mi era stato ben insegnato nella mia breve esperienza passata nel settore, ossia, mai scrivere qualcosa che non aggiunga contenuti inerenti la notizia che si vuole comunicare, men che meno se questa aggiunta è un'opinione personale.
In sostanza, se la notizia riguarda l'incendio di un appartamento del centro, non ha alcuna rilevanza che il padrone dell'abitazione avesse fatto colazione con il caffè piuttosto che con un succo di frutta, per cui questo dettaglio non andrà scritto.
E' per questo che divento molto sospettoso nel momento in cui vedo che questa regola viene trasgredita come nulla fosse da testate di una certa importanza (ovviamente a livello intrasistemico) come il Corriere della Sera.

Nel caso in questione (Spionaggio della Cia con i vaccini Gli Usa: «Non lo faremo più») mi avrebbe dovuto sorprendere, in realtà la cosa non mi stupisce affatto, un riferimento al comportamento dei Taliban, definiti demenziali per il loro rifiuto delle vaccinazioni propinate dalle agenzie occidentali dopo l'occupazione del loro paese, l'Afghanistan. Un comportamento emerso in particolare in un'operazione della CIA tesa ad avvicinare i capi di al-Qaeda attraverso campagne di vaccinazioni farlocche (come lo sono tutte, del resto, anche quelle che non hanno finalità di spionaggio):

I talebani hanno scatenato una guerra contro le vaccinazioni considerate il paravento della Cia. In realtà i militanti le osteggiavano già da prima, sostenendo che si trattava di una manovra per sterilizzare i piccoli musulmani. Visioni da dementi (il sottolineato è mio) che però si sono sommate ai sospetti dopo l’assalto di Abbottabad e al piano Usa

L'eventuale demenza dei Taliban in merito alle questioni mediche non è affare inerente la notizia e in ogni caso l'insulto all'intelligenza di qualcuno, fosse anche di fanatici che davvero non si sono mai contraddistinti per acume cerebrale, non spetta a un giornalista del Bugiardone nazionale.
Ma come si diceva all'inizio, la deontologia del giornalismo è di fatto lettera morta sacrificata alle strategie di comunicazione più generali. Strategie che, soprattutto in questi anni in cui manipoli di genitori coraggiosi stanno lottando per liberare i propri figli dalla guerra batteriologica occultata dei vaccini, sono utili a criminalizzare proprio costoro costruendo uno strisciante paragone coi Taliban.
Operazione del resto già avviata dalla rivista medica ufficiale Uppa (Talebani di casa nostra). Per chi avesse dei dubbi sul fatto che si tratti di una propaganda orchestrata, basta evidenziare che sempre il Corriere ha pubblicato nelle stesse ore dell'articolo sopra citato un altro pezzo in cui non manca di dare ampio spazio alla posizione ufficiale della medicina, tesa a negare l'identità del vaccino quale arma batteriologica (Vaccini e autismo, il pm di Trani nominerà un pool di esperti).

Leggendo articoli come quello del Corriere il lettore assimila l'idea che rifiutare un vaccino sia cosa da “dementi Talebani” e questa immagine influenzerà negativamente il suo giudizio verso i genitori e le associazioni che portano avanti una battaglia di libertà e salute.

Ma l'Occidente oltre che poca intelligenza ha anche poco spirito di osservazione. Non si rendono conto i professori della disinformazione che il loro paragone coi Taliban, che vorrebbe essere denigratorio, potrebbe invece rivelarsi ben augurante e di questo io li ringrazio.
Questi barbuti ignoranti, feroci, analfabeti, fanatici, intolleranti, sono anche coloro che con poche migliaia di combattenti pronti a tutti hanno tenuto sotto scacco e stanno infine sconfiggendo l'esercito occupante più forte del mondo con una lotta che dura ininterrottamente da oltre una dozzina d'anni.
Stiano attenti quindi i sostenitori dei vaccini, perché i trabocchetti linguistici del Bugiardone potrebbero portar loro sfortuna e tra una decina d'anni si ritroveranno sconfitti e senza più ragion d'essere...

mercoledì 30 ottobre 2013

Vaccini, autismo e la pseudo-scientificità della medicina


a cura di Corrado Penna

Luca, 15 mesi, sviluppa l'autismo dopo la vaccinazione trivalente morbillo, parotite, rosolia. In seguito ad una lunga causa i genitori ottengono pure il risarcimento economico. Ma le istituzioni continuano a negare il nesso causa-effetto trincerandosi dietro l'ipotesi che ci sia solo un nesso temporale. Eppure dal video qui sotto apprendiamo che i genitori hanno eseguito continuamente riprese video del proprio figlio, per cui esiste una video-storia che mostra come i sintomi dell'autismo si siano manifestai subito dopo la vaccinazione.

Non solo i vaccini possono causare disordini dello spetro autistico, ma anche la disbiosi intestinale, che può essere pre-esistente (ereditata dalla madre). Sicuramente il vaccino può essere la goccia che fa traboccare il vaso in un bambino che già presenta una disbiosi intestinale. Le prove di quanto sopra affermato le potete trovare nel libro della dottoressa Campbell e nel power point da me realizzato (che riporta le conclusioni di numerosi studi scientifici).

I vaccini possono esasperare la disbiosi intestinale e possono esporre un sistema immunitario ancora immaturo all'azione dannosa di metalli pesanti e prodotti chimici utilizzati come coadiuvanti ed eccipienti. Alcune prove di quanto su affermato si trovano raccolte nell'articolo http://adventuresinautism.blogspot.ca/2007/06/no-evidence-of-any-link.html nel quale vengono riportati i risultati di diverse recenti ricerche scientifiche.

A chi si stupisse che i vaccini possano fare tanto male oltre ai link precedenti consiglio la lettura di un articolo sul sito di focus, rivista lontanissima dalle nostre posizioni, ma che in tal caso (pur essendo in genere una rivista che appoggia lo scientismo e l'ortodossia scientifica) riferisce la pura verità, ovvero che la medicina è più un'arte che una scienza, e che la maggior parte dei trattamenti terapeutici correntemente utilizzati o non è stato mai sottoposto ad una seria sperimentazione con gruppo di controllo o la sperimentazione è stata insufficiente, o ancor peggio l'esperimento ha mostrato l'inefficacia della terapia stessa (che nonostante ciò continua ad essere utilizzata!).

Le righe centrali dell'articolo "La medicina è una scienza esatta?" di Amelia Beltramini sono le seguenti:
Poche sono le terapie di efficacia documentata con studi rigorosi (cioè con sperimentazioni controllate e randomizzate) mentre della stragrande maggioranza gli studi o non sono sufficienti, o hanno addirittura dimostrato la loro inefficacia.
I vaccini sono quindi semplicemente una di queste tante terapie approvate ed utilizzate senza adeguata sperimentazione con gruppo di controllo, terapie di cui sicuramente però bneneficiano le aziende produttrici di farmaci e vaccini.



Leggi anche il lungo elenco di ricerche scientifiche che dimostrano i danni da vaccino:

http://frontelibero.blogspot.it/p/ricerche-scientifiche-che-condannano-i.html


E leggi anche

http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/2013/10/26/971965-vita-distrutta-vaccino.shtml

http://www.viviconsapevole.it/articoli/angeli-in-trappola.php