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martedì 15 marzo 2016

Striscione pro Siria di Caposaldo



Comunicato stampa e video

Striscione di Caposaldo sulle mura di Bergamo in solidarietà alla Siria di Assad

Sabato mattina, 12 marzo, un gruppo di militanti dell'associazione Caposaldo ha esposto per alcuni minuti lungo le mura di Città Alta uno striscione in solidarietà con la Siria di Bashar al Assad e contro il terrorismo dell'Isis creato e sostenuto dagli Stati Uniti d'America.
L'azione si è tenuta verso le 9.30 del mattino all'altezza di Porta San Giacomo.
Questo il testo dello striscione:

Con Assad
Con la Siria
Contro l'Isis
Contro gli USA

Con questo gesto l'associazione ha manifestato la propria vicinanza al paese mediorientale aggredito ormai dal 2011 dall'Isis e da altri gruppi terroristici tutti diversamente sostenuti dal governo americano col benestare e la complicità di quelli europei.
Si è anche voluta manifestare la vicinanza alla figura del presidente Assad, indebitamente accusato in questi anni di ogni sorta di eccessi, senza mai considerare la solidità di cui gode grazie a un altissimo sostegno popolare. Un sostengo dovuto a una serie di politiche a difesa della sovranità nazionale, quelle stesse politiche che gli sono costate l'inimicizia dei potenti dell'Occidente il quale non ha esitato a travestire i peggiori criminali coi panni del fondamentalismo religioso per estromettere il presidente, tentando anche di mascherare maldestramente la cosa come “primavera araba”.
Solo in questi giorni la rovinosa guerra che la Siria sta sostenendo da quasi cinque anni sembra aver preso una piega positiva per Damasco anche grazie al prezioso aiuto dei suoi pochi ma decisi alleati, come il movimento di liberazione libanese Hezbollah, la Repubblica Islamica dell'Iran e la Federazione Russa.


Nata come coordinamento di movimenti e associazioni legati da una comune battaglia Caposaldo costituisce ora un'associazione che raccoglie le esperienze e le sensibilità personali di militanti di diverse provenienze. Scopo del movimento è la lotta contro il sistema capitalista e il Nuovo Ordine Mondiale con la messa in campo in particolare di momenti di controinformazione, volantinaggi e incontri di approfondimento. La varietà originale degli associati consente di trattare il tema da diverse prospettive, dall'economia alla politica, dalla spiritualità all'ecologia.

Per informazioni:
  • Simone Boscali, cell. 3314298972



domenica 17 gennaio 2016

Il “doppio standard”, natura dell'unipolarismo



Quando si parla di doppio standard si indica quel modo disonesto di giudicare due fatti analoghi per cui lo stesso gesto, compiuto da due soggetti, viene considerato in modo diverso a seconda della simpatia o vicinanza che nutriamo o non nutriamo per loro.

A livello di politica internazionale l'Occidente costituisce il più spudorato applicatore del doppio standard nel giudicare gli accadimenti globali e nel prendere le misure conseguenti, per cui, banalmente, mentre le guerre altrui sono sempre “aggressioni” le proprie sono “operazioni umanitarie” e via discorrendo.

Ma due esempi dello scorso finale d'anno possono darci un'idea esaustiva dei livelli ormai grotteschi di arroganza e schizofrenia (non c'è altro termine per definire queste ambiguità) da parte dell'Occidente e ci fanno capire una volta di più perché questi episodi siano ad esso strutturali.

Il 24 novembre scorso un cacciabombardiere russo impegnato nella lotta al terrorismo in Siria è stato abbattuto da un jet turco senza aver violato lo spazio aereo di Ankara o, nella peggiore delle ipotesi, violandolo solo per pochi secondi e senza costituire una minaccia. Contro ogni legalità e persino contro le stesse procedure dell'alleanza di cui fa parte (la Nato) la Turchia ha abbattuto l'aereo provocando indirettamente la morte di uno dei due piloti e in seguito di uno dei militari mandati in soccorso.
A fronte di questo episodio la diplomazia americana ha sottolineato il diritto della Turchia di difendersi, dissimulando il fatto che non c'era nulla da cui difendersi, che l'alleanza egemonizzata da Washington prevedere regole di ingaggio molto diverse e che lo sconfinamento del velivolo russo resta tutto da dimostrare. L'Europa olografica invece ha solo aggiunto un assordante silenzio, non avendo l'autorità per esprimersi in nessun modo sulla questione, limitandosi a ribadire una supposta negatività dell'intervento russo in Siria.

A inizio dicembre invece oltre un centinaio di soldati turchi con svariati mezzi e carri armati sono entrati in territorio irakeno, nella regione autonoma del Kurdistan. In questo caso lo sconfinamento non solo non è dissimulato, ma è dichiarato e rivendicato da Ankara col pretesto di addestrare milizie curde contro l'Isis. Vi sarebbe molto da riflettere sul fatto che proprio dei curdi, storici nemici della Turchia, beneficerebbero di sostegno militare soprattutto dopo che la Turchia stessa non si è fatta problemi a lasciare i curdi siriani di Kobane da soli alle prese con i takfiri. Ma il punto più evidente è che un paese non autorizzato ha violato, in modo unilaterale, la sovranità territoriale di un altro stato, l'Iraq. Tutto ciò che Ankara ha potuto portare a difesa della propria azione, oltre al già citato addestramento per i curdi, è il consenso del governo della regione autonoma in cui i propri militari sono penetrati. Un po' come se forze armate austriache entrassero a Bolzano dicendo di avere il consenso della regione a statuto speciale Trentino – Alto Adige. Il debole Iraq sta protestando a livello internazionale ma nemmeno le decantate Nazioni Unite sembrano capaci di accogliere queste rimostranze mentre gli USA non dimostrano nel criticare la Turchia la stessa solerzia vista quando c'è stata da difenderla ingiustamente. L'Europa, ancora un volta, è olografica, mentre ogni nostalgia su come l'Iraq dei tempi andati avrebbe reagito a un'invasione turca non fa che aumentare i nostri rancori.

Sarebbe interessantissimo approfondire il perché di questi doppiopesismi nei due casi specifici, che in realtà costituiscono un caso unico, ma è sul metodo che si vuole qui ragionare più che sul merito.

Il doppiopesismo, il doppio standard appunto, applicato dagli occidentali in queste due vicende così strettamente connesse l'una all'altra oltre che grottesco ha qualcosa di esasperante. Un'esasperazione che, in un osservatore di Coscienza, nasce dall'impossibilità a comprendere come questo modo di affrontare la realtà possa passare inosservato ai più. Ma anche dalla consapevolezza che il doppio standard è tipico di un male che oggi attanaglia il mondo: l'unipolarismo, la soggezione della quasi totalità del pianeta a un'unica superpotenza che agisce perseguendo il male.
In questo contesto la superpotenza dominante sa di non avere avversari che nell'immediato possano metterne in discussione il ruolo e sa anche di avere un dominio incomparabile sulla comunicazione mediatica. Pertanto essa ha il potere di plasmare la realtà imponendo i propri punti di vista e le proprie versioni senza preoccuparsi della loro effettiva lontananza dalla realtà. Un'ingiustizia è tale solo se a commetterla è un antagonista, ma se è un alleato o la superpotenza stessa allora è un atto giustificato.

Un mondo multipolare oppone invece a una maggioranza egemonizzata da un solo gendarme, una varietà di blocchi di nazioni e alleanze molto più livellati al proprio interno e senza quell'oppressione che è tipica dei dominanti sui dominati nell'unipolarismo. E l'allargarsi del numero di attori protagonisti porta, in un modo che potremmo dire inversamente proporzionale, a uniformare i criteri di giudizio proprio perché la credibilità dei soggetti dovrà essere oggettiva e non sarà più legata alla propria capacità di manipolazione.

Unipolarismo vuol dire dunque, strutturalmente, doppio standard.

In altre parole, menzogna che si fa sistema affinché il sistema riproduca se stesso.


martedì 17 novembre 2015

«La Russia nello scacchiere geopolitico globale»



Comunicato stampa

Un'analisi del ruolo internazionale della Russia ricordando la scomparsa di Carlo Terracciano

«La Russia nello scacchiere geopolitico globale»

La stagione di eventi offerti al pubblico dall'associazione Caposaldo riparte il 20 novembre 2015 con una serata di spessore e la presenza di numerosi relatori di rilievo, anche a livello internazionale. Alle ore 20,45, al secondo piano del Circolo Torquato Tasso, via Tasso 7, Bergamo, Caposaldo affronterà il tema “La Russia nello scacchiere geopolitico globale”.
I relatori saranno il ben noto filosofo e docente universitario Diego Fusaro, ormai alla quarta partecipazione con Caposaldo, per una sua analisi politico-filosofica; Eliseo Bertolasi, esperto di questioni russe che si è recato molto spesso negli ultimi anni nel difficile teatro del Donbass russofono; Claudio Mutti, direttore di “Eurasia”, la sola rivista di studi geopolitici italiana svincolata dalle tradizionali visioni ideologiche; Orazio Gnerre, promotore del Coordinamento Solidale per il Donbass e del Partito Comunitarista Europeo, studioso ed esperto di geopolitica già conosciuto all'estero per la sua proposta di un mondo multipolare che superi l'attuale imperialismo americano e occidentale; Simone Boscali, dell'associazione Caposaldo, che esporrà la posizione geopolitica del gruppo.

La serata vuole ricordare anche il decennale della scomparsa del grande studioso italiano di geopolitica Carlo Terracciano, tra i fondatori della già citata rivista Eurasia e legato alla città di Bergamo da un rapporto particolare. A esporre l'interesse per le tesi di questo studioso e la loro attualità sarà un altro caposaldiano, Andrea Fahrat, esperto della materia e vecchio amico personale di Terracciano.

Modera il tavolo Alberto Nicoletta.

Obiettivo dell'incontro è fare chiarezza sul cambiamento degli attuali equilibri geopolitici internazionali in cui la Russia gioca un ruolo importantissimo tanto da subire una volta di più le attenzioni aggressive di Stati Uniti ed Europa quando quest'ultima, anche sulla scorta degli insegnamenti di Terracciano, ha tutto l'interesse a cercare una collaborazione alla pari proprio con la Federazione Russa piuttosto che rimanere una mera esecutrice dell'agenda nordamericana.

L'ingresso è libero e gratuito.

Evento Facebook su: https://www.facebook.com/events/543738219116219/


Nata come coordinamento di movimenti e associazioni legati da una comune battaglia Caposaldo costituisce ora un'associazione che raccoglie le esperienze e le sensibilità personali di militanti di diverse provenienze. Scopo del movimento è la lotta contro il sistema capitalista e il Nuovo Ordine Mondiale con la messa in campo in particolare di momenti di controinformazione, volantinaggi e incontri di approfondimento. La varietà originale degli associati consente di trattare il tema da diverse prospettive, dall'economia alla politica, dalla spiritualità all'ecologia.

Per informazioni:
  • Simone Boscali, cell. 3314298972