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lunedì 12 settembre 2016

E' il liberalismo la rovina della famiglia, non lo Stato



Articolo originale su Associazione Caposaldo.

Poche settimane fa il sindaco leghista di Cascina (Pisa) Susanna Ceccardi si è guadagnata l'onore delle cronache per la sua determinazione a non celebrare le unioni civili tra coppie dello stesso sesso. Inoltre il primo cittadino ha deciso di creare una squadra di legali che si battesse per l'ottenimento di un'obiezione di coscienza per tutti quegli amminsitratori contrari a celebrare questo nuovo istituto.

Fin qui nulla di sbagliato, indipendentemente dalla qualità della signora Ceccardi che non possiamo giudicare come amminstratrice non avendo alcuna conoscenza a riguardo.
Ciò che invece disapproviamo e che ci fa preoccupare in vista dell'espansione della battaglia per la difesa dell'unicità della famiglia è il suo dubbio retroterra cultural-politico, un retroterra altamente discutibile e che sembra tutt'altro che estraneo tra i gruppi di ispirazione cattolica che condividono la posizione del sindaco di Cascina.

Susanna Ceccardi infatti – qui il suo pensiero originale - considera l'istituto delle unioni civili un'invasione di campo da parte dello Stato nella vita privata dei cittadini e delle coppie e considera questo modo di procedere "illiberale".
Noi dissentiamo totalmente da questa visione delle cose e riteniamo che essa possa portare fuori strada il movimento pro-famiglia nel momento in cui esso fosse chiamato a una più generale lotta politica in cui inquadrare il discorso familiare in un progetto più complesso. Il nostro timore è che, a fronte di una comprensione corretta dell'attacco che viene portato alla famiglia, non vi sia però una comprensione più generale di come il sistema (capitalista) si muova.

Noi non crediamo assolutamente che il riconoscimento da parte dello Stato delle unioni civili alle persone dello stesso sesso rappresenti un'imposizione illiberale. Crediamo al contrario che esso sia un omaggio al liberalismo più sfrenato, quasi anarchico. Proprio in questo momento e su questo punto infatti lo Stato capitola dal proprio ruolo principale di custode, forte ma giusto, rappresentativo dei valori delle Comunità che costituiscono la Nazione per far spazio, in modo assolutamente liberale, a ogni concessione e disvalore, anche alle aperture più autodistruttive per la popolazione. A differenza di quanto sostiene la Ceccardi, non è che lo Stato voglia imporre illiberalmente ogni sorta di para-famiglia. Semmai esso rinuncia a tutelare l'unicità dell'istituto familiare avviando un processo culturale fuori dal controllo della politica. Lo Stato passa quindi dall'essere garante dei diritti e delle tradizioni comunitarie a semplice spettatore passivo e sottoscrittore di ogni istanza e capriccio individualista.

La Ceccardi sembra proprio scivolare verso l'individualismo e l'apoteosi dei diritti individuali a scapito di quelli comunitari (un individualismo e anticomunitarismo che il sindaco di Cascina non comprende essere proprio la causa di quel male cui lei vorrebbe opporsi) anche in diverse e successive prese di posizioni. Afferma "[...] una volta individuati i diritti che si ritiene un soggetto debba poter esercitare, quei diritti gli vadano riconosciuti in quanto individuo [...]" culminando nel "La pensione uno la lasci a chi gli pare [...]". Non ci siamo proprio e tra l'altro il primo cittadino toscano dimostra di avere una scarsa cognizione dell'istituto familiare. I benefici economici concessi a un uomo e una donna, come detrazioni fiscali per familiari a carico, assegni familiari e, in ultimo, la reversibilità della pensione al coniuge, sono aiuti che lo Stato mette in campo per agevolare la coppia in uno dei suoi compiti: garantire la continuità della Comunità attraverso figli e nipoti. Ma lo Stato, per potersi impegnare in questo sforzo economico, ha bisogno di una garanzia da parte dell'uomo e della donna, di una promessa pubblica che è appunto il matrimonio.
Altro quindi che invasione di campo illiberale, altro che "stato guardone" che costringe il cittadino "a mettere per iscritto con chi va a letto". Questi istituti, oltre che avere una derivazione spirituale sacrale, sono da un punto di vista giuridico la tutela che l'Io collettivo, lo Stato padre e non padrone, mette in campo a favore di tutti i cittadini.
La reversibilità della pensione, oggi quanto mai traballante, è qualcosa che non può essere assegnata a chi ci pare ma è il diritto che spetta a chi di fronte ai propri concittadini ha promesso solennemente di impegnarsi a rinnovare la propria Comunità e quindi per tale scopo deve essere fruita, passando quindi il beneficio economico dal coniuge scomparso all'altro in vita affinché come genitore, nonno o altro continui la propria opera sociale.

Del resto questa incongruenza interna a Susanna Ceccardi (criticare una specifica espressione del sistema senza aver compreso il sistema in sé) sembra essere figlia di una precisa fissazione del sindaco di Cascina. In un'altra occasione, quando ancora non era stata eletta a guidare il comune pisano, aveva espresso su Facebook la propria opinione sulla canzone "Imagine" di John Lennon disprezzandola come inno al comunismo. Di nuovo possiamo essere d'accordo con lei nel non apprezzare la canzone in sé, ma in base a contenuti del tutto diversi. "Imagine" è infatti un inno mondialista, un inno all'appiattimento e all'abbattimento di ogni specificità umana in un mondo in cui i significanti sono rovesciati secondo la tipica comunicazione massonica e a regnare è il capriccio individuale laddove non vi sia più nulla per cui valga la pena vivere. Questo, ahimé, non è comunismo ma al contrario l'apoteosi dell'ordine mondiale capitalista rispetto al quale il comunismo è stato nella peggiore delle ipotesi un complice che ne ha favorito l'ascesa, ma ideologicamente c'entra veramente poco.
Questo per dire come un'impreparazione politica sui contenuti di questo o quel sistema possa portare anche una persona di indubbie buone intenzioni come la Ceccardi a toppare clamorosamente l'analisi.

Non è certo contro il sindaco in questione che vogliamo infierire. In quanto leghista non possiamo certo considerarla una dei nostri, anzi, ma nemmeno è nostro interesse sparare a zero contro quello che per noi sarebbe un bersaglio di bassissima importanza. Ci interessa invece prendere a modello e analizzare la sua analisi di una questione delicata, un'analisi che non esitiamo a definire schizofrenica e dissociata a dispetto della conclusione condivisibile alla quale giunge in qualche modo (la possibilità di obiezione di coscienza di fronte alle unioni omosessuali).
Guai, diciamo, guai davvero a esprimersi a spezzoni sulle singole espressioni del sistema in cui viviamo senza averlo compreso. Peggio ancora guai a fare questo percependo il sistema come l'esatto contrario di ciò che è (nel caso specifico, illiberale quando è liberalissimo).
Così facendo il drammatico risultato che ci attenderebbe, se anche il sistema crollasse, sarebbe quello di riprodurlo, non avendo in sé la piena coscienza della natura di quanto avremmo appena sconfitto.

La pianificazione di un futuro migliore, di un'alternativa, di un cambiamento radicale passa necessariamente per una paradossale "pars destruens costruttiva", una distruzione consapevole, una coscienza di cosa si sta distruggendo affinché non si ripresenti mai più, liberando così l'umanità da un fardello che non merita.





sabato 19 marzo 2016

Una storia "futuribile"... post festa del Papà


Una storia "futuribile"... post festa del Papà

Due compagne omosessuali decidono di acquistare una bambina con la pratica dell'utero in affitto. Le due donne sono ancora in età fertile e in salute, ma credono che se una portasse avanti una gravidanza sarebbe discriminante per l'altra e ne violerebbe i diritti di uguglianza, tanto che decidono di delegare non solo la gestazione ma anche il reperimento dell'ovulo a una donatrice esterna. Inoltre sono donne in carriera, facoltose, e non possono permettersi di sprecare nove mesi della propria vita col pancione senza contare il dolore e l'invasività per l'eventuale ricorso a pratiche di fecondazione assistita.

La bimba nasce e cresce con qualche difficoltà ma nella sua innocenza ha la fortuna di venir su senza traumi esterni al nucleo in cui vive. Quei bambini diseducati che vorrebbero emarginarla per il fatto di non avere dei veri genitori sono messi in riga da leggi severissime che arrivano all'affido ad assistenti sociali, rieducazione e carcere per i genitori. Ma la piccola incontra anche molti coetaniei luminosi, figli di coppie normali minoritarie ma estremamente compatti, che sanno accoglierla in modo sincero, e non per la paura della repressione pubblica, senza farle pesare la sua diversa provenienza.

Ma è la bambina stessa che col tempo sente crescere spontaneamente in sé questo peso. E' lei che si sente diversa da quei bambini così luminosi, da quegli indaco che hanno alle spalle la diversità, e quindi la ricchezza, data dalla complementarietà di due genitori, un papà e una mamma.

Le due donne con cui vive e che chiama meccanicamente "mamme" riescono comunque a lungo a sviare la questione e a convicere la piccola, che comunque amano, che anche lei e la sua "famiglia" sono normali, che non è per nulla necessario per la felicità e la luce di un figlio avere due genitori di sessi, pardon, di generi diversi.

La bimba non è cresciuta sola in quanto da un paio d'anni a farle compagnia in casa c'è una magnifica cagnetta di razza dalmata. La cagnetta cresce magnificamente e un giorno le due donne decidono di trovare un maschio dalmata per farla accoppiare e far nascere qualche cucciolo di razza pura da vendere per fare qualche soldo in più.
La piccola bambina non capisce bene perché il compagno della sua cagnolina debba essere un dalmata fatto allo stesso modo. Ci sono altre razze molto belle, incrociando la sua dalmata con un altro tipo di cane non nasceranno in questo modo cuccioli ancora più belli? Le diversità che si sintetizzano non saranno una forza per i piccoli cani? Ma la bambina, sempre nella sua innocenza, non immagina che le sue "mamme" non vogliono certo dei "bastardi" nella cuccia. Roba da proletariato e gente all'antica, mica li puoi vendere quelli.

Ma soprattutto la bimba non capisce perché la sua cagnetta debba per forza andare con un cane maschio. Lei è una femmina, le "mamme" sono femmine, la cagnolina è una femmina, non ci sono mai stati maschi in casa, è proprio necessario che il cane per l'accoppiamento sia maschio? In fondo è nata da due mamme lei, non ce l'ha un papà, non serve... giusto??!!

"No, figlia mia, ci vuole un maschio per far accoppiare la nostra cagnolina e avere dei cuccioli, coi cani due femmine non si può".

La nostra bambina si sente sempre meno sicura del mondo in cui vive, sempre meno radicata, sempre meno completa. Al contrario ha la sensazione crescente di aver subito un'amputazione, come se le fosse stato portato via un arto, come se qualcosa le mancasse.

E la risposta finale ai suoi dubbi, a dispetto di ogni amore effettivamente e sinceramente ricevuto, non tarda ad arrivare quando emerge il vero spirito che l'ha, malgrado tutto, portata alla vita.
La bambina non ha capito perché la sua cagnetta dovesse accoppiarsi con un cane maschio e non ha capito perché questo dovesse essere della stessa razza.
Ma ora che i cuccioli sono nati e che lei, insieme alla loro mamma cagnetta, li ha visti, accarezzati, tenuti nelle manine, non capisce perché debbano essere venduti, strappati troppo presto dal loro ambiente, dalla loro famiglia per denaro, non capisce perché siano stati creati solo per questo.

Non abbiamo il coraggio di mettere in bocca a due donne che si sentono madri certi pensieri, certe espressioni troppo dure. Sarà l'autore di questo racconto a esprimersi in proposito, poiché se avesse il coraggio di guardare la bambina negli occhi e di spiegarle la verità le direbbe: "Bambina mia, PENSI CHE CHI HA LA PRESUNZIONE DI POTER COMPRARE UN FIGLIO SI FACCIA PROBLEMI A VENDERE UN CANE?"







sabato 10 gennaio 2015

L'ideologia di genere: una nuova guerra tra poveri


L'ideologia di genere: una nuova guerra tra poveri


Le rivendicazioni di coloro che chiedono maggiori diritti e riconoscimenti per le coppie gay e lasbiche stanno purtroppo sempre più risentendo dei pesanti condizionamenti dei gruppi che si sono infiltrati alla loro testa, quali la Open Society Institute di George Soros piuttosto che banche come la Goldman Sachs o aziende quali la Coca Cola1.
Se infatti queste rivendicazioni erano agli inizi più che ragionevoli (secondo il mio giudizio personale) come il riconoscimento giuridico della coppia, oggi la cosa è degenerata non tanto in una richiesta di diritti quanto nella pretesa che questi ultimi venissero ridotti a chi ne aveva per secoli naturalmente beneficiato, ossia alle famiglie tradizionali.
Il risultato di questa degenerazione è la creazione di un clima di diffidenza, ostilità e infine odio aperto tra gruppi di persone che, come sempre accade, non avrebbero in realtà nulla per cui contrapporsi gli uni gli altri a livello politico e sociale.
Questa pericolosa spirale è stata messa in pratica per gradi, prima con le provocazioni di pochi personaggi addomesticati o finanziati dai poteri forti (Nichi Vendola, Aldo Busi o i radicali nel caso italiano) e rilanciate da una parte della comunità omosessuale in risposta alla quale si sono poi costituiti gruppi di difesa della famiglia canonica. Il tutto in un contrapporsi crescente di posizioni sempre più radicali e incociliabili.
Se una regia non può essere provata con certezza, essa è comunque rilevabile dai numerosi indizi già citati (il collegamento tra le personalità coinvolte e i loro criminali finanziatori) e dalla succesione dei fatti.
E' chiaro ad esempio che esiste una profonda differenza tra la richiesta di diritto alla genitorialità per coppie dello stesso sesso (richiesta che in questo caso non condivido, ma è non di meno lecita da avanzare) e la negazione della genitorialità naturale tra un uomo e una donna. Come definire altrimenti le ultime acrobazie giuridiche che si vogliono introdurre quali la sostituzione dei termini "padre" e "madre", giudicati discriminatori, con "genitore 1" e "genitore 2"2? Oggi gay e lesbiche non possono sostanzialmente costituirsi in coppie con figli, ma se questo non è permesso dove sta il vantaggio per queste coppie nel negare la formalità dello stesso diritto alle famiglie composte da un padre e una madre? Forse quei componenti, certamente fondamentalisti, della comunità LGBTI che vogliono avanzare queste pretese giuridiche non hanno avuto un padre e una madre? E' come se una categoria di operai insoddisfatta del proprio salario, scioperasse non tanto per chiederne l'aumento, quanto per pretendere la riduzione degli stipendi di altri lavoratori in modo da avere "pari diritti".
E' del tutto evidente che di fronte a simili provocazioni la risposta che nasce da altri gruppi nella società non può che essere una risposta polemica, e non conciliante, e altrettanto radicale, quale quella delle Sentinelle in Piedi la cui scesa in campo è a sua volta un pretesto per chi non vedeva l'ora di poter lanciare l'allarme omofobia3.

E dunque, cui prodest?, come si chiedevano i giuristi dell'antica Roma all'inizio di un'inchiesta, a chi giova tutto questo?

Ricordiamo che ad ogni momento di falsa divisione creato dal sistema il sistema stesso ha avanzato un'altrettanto falsa soluzione che permettesse di ricomporre i gruppi in contrasto addomesticandoli ancor più al potere.
La falsa frattura politica destra contro sinistra è stata portata alle estreme estreme conseguenze dell'inettitudine sino a poter presentare alla stanca opinione pubblica i salvatori della patria, i "tecnici" che, liberi da ogni condizionamento politico, avrebbero risolto ogni problema rivelandosi invece amministratori delegati a servizio del sistema bancario e delle multinazionali.
La distorta gestione dei singoli stati nazionali o i loro passati conflitti hanno fatto credere che essi fossero ormai inadeguati fornendo ad ogni loro crisi l'occasione per rafforzare il sistema dei blocchi sovranazionali quali esecutori della graduale privazione di libertà politica, cosa di cui l'Unione Europea è un esempio perfetto.
L'altrettanto strumentale lotta tra il Cristianesimo cattolico-ortodosso contro l'Islam fornisce il pretesto per bollare le religioni come causa di conflitti, guerre e immobilismo culturale, proponendo come soluzione la grandiosa religione universale new age.
E dove porterà invece la triste divisione tra omosessuali ed eterosessuali, persone che in un mondo sano non avrebbero nessun motivo per fronteggiarsi così ferocemente? Sicuramente condurrà a credere che, così come le divisioni politiche, statali e religiose, anche le specificità sessuali sono roba superata, foriera di scontri e quindi da manipolare artificalmente, rendendo quindi quanto mai presentabile il fenomeno del transumanesimo (che, a scanso di facili ironie, nulla ha a che vedere col transessualismo), ossia il superamento dell'essere umano non solo nella sua versione fisica naturale a favore di elementi meccanici ma anche nell'annullamento delle differenze psico-fisiche (e spirituali?) tra maschio e femmina.

Ma questa è la risposta ingannevole e liberticida che darebbe il sistema, mascherando da soluzione al problema quello che è invece un impoverimento e una riduzione in schiavitù. Quale è invece la risposta che dovrebbe dare chiunque ambisca alla libertà e a tutte le forme di sovranità?
Sovranità significa in primo luogo autonomia, indipendenza. E non c'è indipendenza in quella parte della comunità LGBTI che ha tralasciato la rivendicazioni di diritti a favore della negazione dei diritti altrui. Chi scende in strada a condurre una lotta che gli appare giusta e vede che al suo fianco si sono schierati mafiosi e camorristi dovrebbe interrograrsi sul motivo della loro presenza e, se continua a ritenere che la propria battaglia sia corretta, allontanarli per evitare manipolazioni del movimento cui appartiene. E' per questo motivo che personaggi e gruppi d'élite che oggi in Italia e all'estero manipolano i gruppi d'opinione gay e lesbiche dovrebbero essere neutralizzati e questo è certamente possibile poiché ritengo che i movimenti più manipolati sono quelli più visibili a livello mediatico ma non sono sicuramente rappresentativi di tante persone omosessuali che non si riconoscono in queste battaglie distorte. A questi ultimi spetta a mio avviso l'arduo compito di farsi sentire.
Essere liberi significa invece riconoscere l'importanza della libertà altrui prima di lederla a vantaggio della propria. Una richiesta di diritti di coppia per omosessuali non può quindi ignorare il tessuto comunitario in queste coppie andranno a inserirsi, un tessuto la cui normalità (che non è un concetto discriminatorio e nemmeno gerarchico) è fatta di coppie, famiglie e genitori eterosessuali. Queste ultime persone dovranno invece imparare e insegnare ai propri figli il rispetto per ogni diversità, per l'eccezione (altro termine non discriminatorio, ma statistico), la comprensione, la condivisione delle ingiustizie subite e la lotta contro di esse in quadro giuridico adeguato.

La chiave di volta per risolvere questo conflitto, così come qualunque altro scontro sociale fittizio, è sempre questa ed è semplicissima, ossia il rifiuto della logica del divide-et-impera tra i due litiganti per concentrarsi invece sulla rimozione dei motivi di contrasto alla radice.


martedì 18 febbraio 2014

Da "Stranizza" ai diritti LGBTI in Italia



Volentieri pubblico di seguito la presentazione di questa iniziativa che si terrà a Bergamo il prossimo venerdì 21 febbraio, con l'augurio che possa rappresentare un momento di confronto sano e serio sull'argomento. Facendo i miei auguri agli organizzatori ecco il testo della presentazione:

"Stranizza", edito dall'Associazione Culturale BakemonoLab, è un libro di Valerio La Martire che racconta la storia di Nino e Marco, due giovani siciliani omosessuali che provano un forte sentimento d'amore reciproco e che si trovano a dover affrontare pregiudizi e odio, dettati dalla paura del "diverso" inaccettabile. La storia, se pur inventata, si ispira ad un episodio realmente accaduto negli anni ottanta e sul quale si scatenò una forte reazione mediatica nelle cronache di diversi giornali. Come reazione a questo episodio, si dice, sono nati i primissimi movimenti italiani per i diritti delle persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali). Alla presenza dell'autore del libro e di Sarah Viola, stiamata psichiatra e psicoterapeuta, perito del tribunale di Bergamo, partendo dalla presentazione del libro stesso, affronteremo un dibattito sull'evoluzione del concetto  di diritto sessuale negli anni, dal 1980 ad oggi. Valuteremo il senso e le modalità delle azioni per la rivendicazioni dei diritti su base nazionale, locale e internazionale. Ci soffermeremo sull'attualità del dibattito politico in merito all'approvazione della legge anti-omofobia e del cosiddetto "emendamento Scalfarotto", portando, poi, la riflessione sulla situazione psico-emotiva di chi affronta il coraggio di essere se stesso ma anche di chi si imbatte nella paura di accettare la diversità altrui. In rappresentanza dell'associazionismo attivo in questo ambito, alla serata interverranno Giorgio Moranda, rappresentande di Amnesty International , Luca Pandini, presidente di ArciGay Bergamo Cives e Laura Liverani di Bergamo Contro l'Omofobia.
Modererà il dibattito Alfredo Amadori dell'Associazione Bee3.
L'appuntamento è per venerdì 21 febbraio 2014, alle ore 20,45, presso la Sala ToolBox di Via Pignolo, 42 a Bergamo.

martedì 21 gennaio 2014

Pillole - Altro che complottismo, la pedofilia diventerà legale



Qualcuno potrebbe accusarmi di essere precipitoso nelle deduzioni in quanto la proposta di modifica già avanzata in Senato da cinque vermi da letamaio si presenta sotto l'etichetta rassicurante di una norma antidiscriminatoria. 
La realtà è che andando indietro negli anni le varie deduzioni ai tempi dispregiativamente bollate come complottiste si sono sempre rivelate esatte nelle loro applicazioni macroscopiche - e i dettagli davvero contano poco adesso -, si pensi alle manovre monetariste dell'Eurolager e alla politica americana.

Oggi, dopo che tanti di noi hanno messo in guardia dall'ipocrita favoreggiamento all'omosessualità portato avanti dalle oligarchie (favoreggiamento che nulla ha a che spartire con una legittima costruzione di diritti e molto con un appiattimento identitario dell'uomo per accelerare il transumanesimo), stiamo già vedendo l'inizio del medesimo processo a favore della pedofilia.

Dare un'occhiata per credere al testo ufficiale presentato in Senato, se non sarà oggi sarà domani.

Per concludere ricordo che il metodo di lavoro storicamente seguito dal governo unico mondiale è proprio quello di non imporre qualcosa ma di creare a monte le condizioni perché sia la gente a chiederlo. Pertanto, nulla di meglio che impacchettare questi abomini nella sempreverde confezione dei diritti umani.

martedì 8 ottobre 2013

Camminando sulle uova dell'omofobia


di Simone Boscali

Camminando sulle uova dell'omofobia


Questo articolo sarà certamente uno dei più a rischio della nuova edizione di Arcadianet, eppure l'impopolarità che certamente farà seguito a questa presa di posizione è necessaria per decidersi finalmente a fare chiarezza su un tema sociale tra i più strumentalizzati della storia attuale.

Eviterò le classiche premesse benpensanti di chi teme di esprimere apertamente le proprie opinioni quali “non ho nulla contro i gay ma...” e lascerò a chi ha sufficiente maturità e obiettività l'eventuale compito di decidere quanto io ce l'abbia con qualcuno o meno.

La premessa fondamentale di questa presa di posizione è che, a dispetto del martellante allarme omofobia in Italia e all'estero, una certa versione dell'omosessualità è pesantemente favorita dalla cultura e dalle istituzioni di questi ultimi anni e anzi i reiterati allarmismi su un'omofobia crescente fanno parte proprio di questa campagna che mira a mettere al centro della dibattito socio politico una determinata categoria sociale.

Negli ultimi anni le serie tv e i film dedicati alla promozione di una certa versione dell'omosessualità (promozione che è diverso da emancipazione o accettazione) si sono moltiplicati a vista d'occhio anche per chi come me non guarda la televisione ma segue tutto semplicemente in Rete: Will & Grace, The L World, Vi dichiaro marito e marito, Luke & Noah, Le fate ignoranti.
Parallelamente anche nelle serie tv che non hanno intenti sessuali vengono inserite puntate a specifica promozione della già citata certa versione dell'omosessualità.
Del resto occorre chiedersi cosa vi sia di omofobico in una società dominata da classi politiche che dall'America all'Italia passando per la Francia promuovono una legislazione più o meno avanzata – su alcuni singoli punti condivisibile – per le coppie omosessuali, e da poteri forti pre-politici che incoraggiano e foraggiano eventi gay a suon di milioni di dollari1: JP Morgan, Goldman Sachs, George Soros, le famiglie Rottschild e Rockefeller.
Anche i personaggi famosi e le aziende che più si prodigano a favore della causa gay sono di dubbio collocamento ideologico venendo tutti da quella stessa area che sta lavorando alla costruzione di un ordine generale orwelliano2. Angelina Jolie è stata coinvolta con il Council on Foreign Relations statunitense mentre Lady Gaga3 altro non è che l'esecutrice materiale di oscure simbologie massoniche in salsa musicale.
E anche il modesto mondo culturale di casa nostra non ci risparmia indottrinamenti a senso unico a favore di una promozione unanime di questo fenomeno. Dal Grande Fratello alle prese di posizione di una Laura Pausini, di Anna Tatangelo, di Claudia Gerini, Luca Argentero, Ambra Angolini, e chi più ne a più ne metta.

Prima di capire perché questa politica sia in corso occorre finalmente mettere in chiaro cosa si intenda qui con la più volte accennata certa versione dell'omosessualità.
L'omosessualità è sempre esistita dall'alba dei tempi ed è praticata anche tra altre specie animali.
Vi sono anche stati momenti e luoghi storici particolari quali la Grecia classica e la Roma tardo imperiale in cui la sua diffusione ha toccato altissime percentuali tanto da far presumere che fosse addirittura preferita all'eterosessualità, derubricata a pura pratica da riproduzione.
Tuttavia il richiamo all'omosessualità degli antichi avviene a sproposito quando lo si vuole strumentalizzare a pretesto dell'attuale campagna di indottrinamento in quanto i rapporti tra persone dello stesso sesso tra antichi potevano avere finalità pratiche, quali il compattamento della falange oplitica o un miglior rapporto tra maestri e reclute nell'esercito spartano, o essere il puro sfogo di piaceri fisici come emerge anche dal Satyricon di Petronio. Mai gli antichi, per esempio, avevano pensato di affiancare un modello di famiglia omosessuale a quella tradizionale a dispetto della grande diffusione dell'omosessualità e della comune accettazione sociale della stessa.
L'omosessualità degli antichi, che poi è sopravvissuta nei secoli sino ai giorni nostri incarnando una versione che definirei naturale, non ha mai messo in discussione la differenza tra uomo e donna.

A fianco di questo fenomeno appunto naturale e che sempre esisterà in qualche misura, è stata promossa negli ultimi anni una versione assolutamente diversa del fenomeno. L'omosessualità sulla quale pressano i media e la politica e in nome della quale vengono avanzate proposte di legge è ben lontana da quella dei Socrate e degli Alcibiade così come da quella dei Pasolini e si fonda invece su miti individualistici in cui il bene collettivo è tenuto in totale disprezzo e a prevalere sono l'apparenza e l'edonismo, non certo la legittima volontà di amare o avere famiglia4.

L'argomento inoltre è diventato minato per chiunque lo volesse approcciare fuori dal solco tracciato dal sistema attuale tanto che ogni tentativo in questo senso è subito marchiato con l'accusa di omofobia5 anche quando sono evidenti le migliori intenzioni di chi vorrebbe semplicemente dare alla cosa un altro contributo. Ne sia fresco esempio il fuoco incrociato contro Guido Barilla, colpevole di aver dichiarato il proprio appoggio alla famiglia tradizionale come soggetto dei propri spot pubblicitari piuttosto che una famiglia gay6: omofobico d'ufficio a dispetto di ciò che ha realmente detto.

A mettere il cappello a questa grottesca situazione ci ha pensato poi una scienza andata in pensione, la psicologia. Una delle prime spiegazioni che questa disciplina aveva trovato per l'omosessualità sosteneva che il troppo esclusivo rapporto di un figlio col genitore di sesso opposto a fronte di un genitore del proprio sesso evanescente potesse causare una crisi di identità sessuale o finanche di genere determinando la preferenza omosessuale. Nel caso per esempio di un maschietto, una madre soffocante a fronte di un padre olografico determinerebbero nell'adulto il bisogno omosessuale per “compensare” il bisogno di paternità e mascolinità mancato da piccoli.
Col passare dei tempi tuttavia la psicologia ha rinunciato al proprio status di scienza derubricando se stessa al ruolo di formalizzatrice delle opinioni comuni dominanti nella società così che oggi essa ha accantonato per mere ragioni politiche questa spiegazione. Questa infatti, individuando come causa dell'omosessualità una mancanza infantile, rischiava di far apparire una semplice variante sessuale come una sorta di handicap agli occhi più in cattiva fede e realmente omofobici. Inoltre l'individuazione di un momento critico nella sviluppo del bambino come causa della preferenza omosessuale dava credito alla possibilità di un cambiamento, mediante apposito percorso psicanalitico, almeno a quegli omosessuali che vivessero con insoddisfazione il proprio stato.

Arriviamo così alla domanda più importante, ovvero, perché vi sarebbe una regia, una volontà politica, economica e sociale tutta tesa a diffondere e promuovere questa forma di omosessualità moderna emarginando e tacciando nel peggiore dei modi chiunque volesse aprire un dibattito serio nel merito senza accettare l'imposizione a senso unico da parte del sistema?
E del resto, alla luce dei nomi di famiglie, persone e istituzioni sopra citati come sostenitori di questa recente variante dell'omosessualità, non è naturale chiedersi perché questo fenomeno sia appoggiato dai peggiori delinquenti e assassini del mondo e di tutti i tempi?

Sostenere che si tratta di una mossa per atomizzare la società potrebbe apparire semplicistico e ingiusto verso tutte quelle persone che indipendentemente dalla propria preferenza sessuale svolgono un ruolo importante per gli altri. Meglio sarebbe dire che si tratta di una mossa per atomizzare irrimediabilmente la società. Il mondo eterosessuale appare oggi già abbastanza sgangherato e incapace di prendersi le responsabilità che gli competono specialmente per quanto riguarda gli impegni a carattere collettivo proprio perché l'atomizzazione sociale è già drammaticamente diffusa. Nazione, comunità, famiglia, parrocchia, vicinato, ogni soggetto collettivo manca completamente di appoggio organico e l'individualismo impera. Ma una società prevalentemente eterosessuale con la sua naturale presenza di omosessuali come è sempre stato per secoli avrebbe pur sempre la potenzialità di riprendersi. Questo perché sopravviverebbe il contesto familiare naturale, contesto collettivo che fa da base a ogni altra collettività, e in questo contesto possono trovare posto una ripresa dei valori e della società. La diffusione esasperata di un'omosessualità alla Lady Gaga porterebbe ai limiti estremi l'atomismo sociale e la distruzione di ogni legame comunitario e poi ridurrebbe al lumicino ogni speranza di rinascita futura.

A ciò si aggiunga, e qui veramente non me ne vogliano i lettori omosessuali uomini e donne, una pratica sessuale con finalità spirituali che le oligarchie, almeno ai loro massimi livelli, verosimilmente conoscono bene, come il sesso tantrico o quello taoista, in grado di risvegliare determinati centri energetici e capacità che trascendono la materia. Queste pratiche tuttavia, capaci genericamente di rendere le persone migliori, hanno come presupposto fondamentale l'incontro tra le due energie complementari maschile e femminile e nessuna elevazione spirituale e di coscienza vi può essere da questa prospettiva nel rapporto sessuale tra due persone dello stesso sesso: esattamente ciò che le oligarchie auspicano.




6http://www.corriere.it/cronache/13_settembre_26/barilla-no-spot-omosessuali-famiglia-sacrale_f9506e70-268f-11e3-a1ee-487182bf93b6.shtml