sabato 10 gennaio 2015

L'ideologia di genere: una nuova guerra tra poveri


L'ideologia di genere: una nuova guerra tra poveri


Le rivendicazioni di coloro che chiedono maggiori diritti e riconoscimenti per le coppie gay e lasbiche stanno purtroppo sempre più risentendo dei pesanti condizionamenti dei gruppi che si sono infiltrati alla loro testa, quali la Open Society Institute di George Soros piuttosto che banche come la Goldman Sachs o aziende quali la Coca Cola1.
Se infatti queste rivendicazioni erano agli inizi più che ragionevoli (secondo il mio giudizio personale) come il riconoscimento giuridico della coppia, oggi la cosa è degenerata non tanto in una richiesta di diritti quanto nella pretesa che questi ultimi venissero ridotti a chi ne aveva per secoli naturalmente beneficiato, ossia alle famiglie tradizionali.
Il risultato di questa degenerazione è la creazione di un clima di diffidenza, ostilità e infine odio aperto tra gruppi di persone che, come sempre accade, non avrebbero in realtà nulla per cui contrapporsi gli uni gli altri a livello politico e sociale.
Questa pericolosa spirale è stata messa in pratica per gradi, prima con le provocazioni di pochi personaggi addomesticati o finanziati dai poteri forti (Nichi Vendola, Aldo Busi o i radicali nel caso italiano) e rilanciate da una parte della comunità omosessuale in risposta alla quale si sono poi costituiti gruppi di difesa della famiglia canonica. Il tutto in un contrapporsi crescente di posizioni sempre più radicali e incociliabili.
Se una regia non può essere provata con certezza, essa è comunque rilevabile dai numerosi indizi già citati (il collegamento tra le personalità coinvolte e i loro criminali finanziatori) e dalla succesione dei fatti.
E' chiaro ad esempio che esiste una profonda differenza tra la richiesta di diritto alla genitorialità per coppie dello stesso sesso (richiesta che in questo caso non condivido, ma è non di meno lecita da avanzare) e la negazione della genitorialità naturale tra un uomo e una donna. Come definire altrimenti le ultime acrobazie giuridiche che si vogliono introdurre quali la sostituzione dei termini "padre" e "madre", giudicati discriminatori, con "genitore 1" e "genitore 2"2? Oggi gay e lesbiche non possono sostanzialmente costituirsi in coppie con figli, ma se questo non è permesso dove sta il vantaggio per queste coppie nel negare la formalità dello stesso diritto alle famiglie composte da un padre e una madre? Forse quei componenti, certamente fondamentalisti, della comunità LGBTI che vogliono avanzare queste pretese giuridiche non hanno avuto un padre e una madre? E' come se una categoria di operai insoddisfatta del proprio salario, scioperasse non tanto per chiederne l'aumento, quanto per pretendere la riduzione degli stipendi di altri lavoratori in modo da avere "pari diritti".
E' del tutto evidente che di fronte a simili provocazioni la risposta che nasce da altri gruppi nella società non può che essere una risposta polemica, e non conciliante, e altrettanto radicale, quale quella delle Sentinelle in Piedi la cui scesa in campo è a sua volta un pretesto per chi non vedeva l'ora di poter lanciare l'allarme omofobia3.

E dunque, cui prodest?, come si chiedevano i giuristi dell'antica Roma all'inizio di un'inchiesta, a chi giova tutto questo?

Ricordiamo che ad ogni momento di falsa divisione creato dal sistema il sistema stesso ha avanzato un'altrettanto falsa soluzione che permettesse di ricomporre i gruppi in contrasto addomesticandoli ancor più al potere.
La falsa frattura politica destra contro sinistra è stata portata alle estreme estreme conseguenze dell'inettitudine sino a poter presentare alla stanca opinione pubblica i salvatori della patria, i "tecnici" che, liberi da ogni condizionamento politico, avrebbero risolto ogni problema rivelandosi invece amministratori delegati a servizio del sistema bancario e delle multinazionali.
La distorta gestione dei singoli stati nazionali o i loro passati conflitti hanno fatto credere che essi fossero ormai inadeguati fornendo ad ogni loro crisi l'occasione per rafforzare il sistema dei blocchi sovranazionali quali esecutori della graduale privazione di libertà politica, cosa di cui l'Unione Europea è un esempio perfetto.
L'altrettanto strumentale lotta tra il Cristianesimo cattolico-ortodosso contro l'Islam fornisce il pretesto per bollare le religioni come causa di conflitti, guerre e immobilismo culturale, proponendo come soluzione la grandiosa religione universale new age.
E dove porterà invece la triste divisione tra omosessuali ed eterosessuali, persone che in un mondo sano non avrebbero nessun motivo per fronteggiarsi così ferocemente? Sicuramente condurrà a credere che, così come le divisioni politiche, statali e religiose, anche le specificità sessuali sono roba superata, foriera di scontri e quindi da manipolare artificalmente, rendendo quindi quanto mai presentabile il fenomeno del transumanesimo (che, a scanso di facili ironie, nulla ha a che vedere col transessualismo), ossia il superamento dell'essere umano non solo nella sua versione fisica naturale a favore di elementi meccanici ma anche nell'annullamento delle differenze psico-fisiche (e spirituali?) tra maschio e femmina.

Ma questa è la risposta ingannevole e liberticida che darebbe il sistema, mascherando da soluzione al problema quello che è invece un impoverimento e una riduzione in schiavitù. Quale è invece la risposta che dovrebbe dare chiunque ambisca alla libertà e a tutte le forme di sovranità?
Sovranità significa in primo luogo autonomia, indipendenza. E non c'è indipendenza in quella parte della comunità LGBTI che ha tralasciato la rivendicazioni di diritti a favore della negazione dei diritti altrui. Chi scende in strada a condurre una lotta che gli appare giusta e vede che al suo fianco si sono schierati mafiosi e camorristi dovrebbe interrograrsi sul motivo della loro presenza e, se continua a ritenere che la propria battaglia sia corretta, allontanarli per evitare manipolazioni del movimento cui appartiene. E' per questo motivo che personaggi e gruppi d'élite che oggi in Italia e all'estero manipolano i gruppi d'opinione gay e lesbiche dovrebbero essere neutralizzati e questo è certamente possibile poiché ritengo che i movimenti più manipolati sono quelli più visibili a livello mediatico ma non sono sicuramente rappresentativi di tante persone omosessuali che non si riconoscono in queste battaglie distorte. A questi ultimi spetta a mio avviso l'arduo compito di farsi sentire.
Essere liberi significa invece riconoscere l'importanza della libertà altrui prima di lederla a vantaggio della propria. Una richiesta di diritti di coppia per omosessuali non può quindi ignorare il tessuto comunitario in queste coppie andranno a inserirsi, un tessuto la cui normalità (che non è un concetto discriminatorio e nemmeno gerarchico) è fatta di coppie, famiglie e genitori eterosessuali. Queste ultime persone dovranno invece imparare e insegnare ai propri figli il rispetto per ogni diversità, per l'eccezione (altro termine non discriminatorio, ma statistico), la comprensione, la condivisione delle ingiustizie subite e la lotta contro di esse in quadro giuridico adeguato.

La chiave di volta per risolvere questo conflitto, così come qualunque altro scontro sociale fittizio, è sempre questa ed è semplicissima, ossia il rifiuto della logica del divide-et-impera tra i due litiganti per concentrarsi invece sulla rimozione dei motivi di contrasto alla radice.


2 commenti:

barbaranotav ha detto...

Complimenti per le ottime considerazioni di buon senso, assolutamente il miglior quadro sulla questione mai letto. Il buon senso è talmente raro che quasi si fatica a riconoscerlo...
Buon 2015

Simone ha detto...

@ Barbara

Ogni tanto ci azzecco :-)
Spero di avere il tempo oggi dis crivere qualcosa sulla pagliacciata accaduta in Francia