lunedì 28 ottobre 2013

Nsagate: la prova che è tutto un'illusione






Non osiamo pensare a quanta pace abbia trovato in questi giorni la coscienza delle persone che ancora credono al sistema, specialmente quelle più filoamericane e filoccidentali, nel ricevere notizie sullo scandalo della Nsagate o Datagate, lo spionaggio personale a danni di leader e politici mondiali da parte dell'agenzia per la sicurezza nazionale USA, spintasi a controllare anche personaggio di paesi "alleati".

L'emersione di questi fatti e di elementi inquietanti in proposito rischia infatti di far credere che il sistema tutto sommato funzioni e che non ci siano oscuri burattinai a gestire da dietro le quinte tutto lo spettacolo dei rapporti internazionali.

Gli atlantisti in particolare, e paradossalmente, potranno sostenere come gli USA siano una vera e reale democrazia affatto estranea alle influenze di lobbies e centri studio prepolitici in quanto proprio il loro governo si è attivato in questo ultimo periodo per punire i "responsabili" dell'accaduto (come se nessuno in passato avesse dato loro alcuna disposizione in materia di spionaggio) e dimostrando che negli USA ogni violazione costituisce oggetto di "diritto".



La verita è che questo presunto scontro internazionale ad alta tensione che vede contrapposti in particolare gli Stati Uniti e l'Unione Europea non fa altro che confermare la manipolazione prepolitica per i quali le due entità sono state strutturalmente costituite. Al di là della riprovazione espressa da Merkel, Hollande o Cameron, i leader europei non hanno sino ad ora avanzato alcuna proposta di azione seria contro gli USA ne nel merito e nemmeno nel metodo.

In promo luogo ci si aspetterebbe da parte di un paese "alleato" in cui personaggi importanti e istituzionali vengono spiati una reazione rapidissima e radicale a partire dalla chiusura delle numerose basi militari americane nel Vecchio Continente1. Immediate dovrebbero essere anche le ritorsioni sul piano economico con l'esproprio di tutte le banche, i fondi di investimento e i capitali nordamericani in Europa senza parlare delle multinazionali che influenzano e pressano il modello di sviluppo europeo.

Ciò che sorprende è inoltre la caparbietà (intesa in questo caso negativamente) con la quale i paesi dell'Unione Europea tentano di trovare una risposta concertata e basata in particolare sull'asse franco-tedesco (ultimo ritrovato dell'ingegneria globalista per rivestire la politica di una parvenza di autonomia) avallando di fatto, se non di diritto, la totale cessione a Bruxelles della sovranità delle singole nazioni europee le quali non hanno e non devono più avere voce in capitolo. Come se l'Italia (l'esempio non è privo di una grossa dose di ironia) non potesse decidere di avere una propria posizione sulla questione, più drastica di quella dell'Europa, e pretenderne la messa in atto.



Del resto, se USA ed Europa sanno veramente essere antagonisti tanto da vivere giorni di tensione come sembrano essere questi, non si vede per quale motivo, come prima cosa, l'Unione Europea non abbia sospeso i negoziati per la creazione di un area di libero scambio con gli USA1. Ovviamente perché, come si sostiene qui, ne gli USA ne l'UE sono entità politiche sovrane. I loro amministratori al livello più basso possono inscenare una fase contingente di attrito, ma al di sopra di entrambe le parti vi è una volontà superiore di creare un'area nordatlantica unita che segua i medesimi passi di integrazione-assimiliazione dell'UE e della North American Union. Un cammino del resto già anticipato diversi anni fa da chi aveva giustamente visto nelle reciproche unioni politiche europea ed americana il preambolo ad una successiva unione delle due tra loro per formare un nuovo soggetto politico, primo vero Moloch statale del Nuovo Ordine Mondiale orwelliano2.



Quanto sin qui scritto ha chiaramente un contenuto paradossale. E' assolutamente ovvio, per chi scrive, che la gestione dell'affare Nsagate da parte dei paesi europei non possa che essere come effettivamente è dal momento che in questa sede si comprende bene come il burattino di re Riccardo e quello del sultano Salah-ad-Din non siano realmente nemici in virtù dei colpi che si assestano nel momento in cui a manovrarli è il medesimo burattinaio3.



Questo non deve però far ritenre che alternative non siano realisticamente percorribili. Paesi come la Russia, che hanno scacciato d'imperio un'agenzia come USAID dal proprio territorio4, o come il Venezuela di Chavez che hanno messo in campo ritorsioni diplomatiche contro gli USA anche come solidarietà ai paesi di linea bolivariana, dimostrano che come sempre, oltre a una sana chiarezza di idee, tutto ciò che realmente serve è la volontà.


1 http://www.kelebekler.com/occ/bas_it.htm; http://www.disinformazione.it/basiusa.htm

1http://www.geopolitica.info/Notizia.asp?notizia=1043

2http://poteriocculti.mastertopforum.biz/printview.php?t=1375&start=0

3Council on Foreign Relations e Chatham House in sinergia determinano la politica estera anglo-americana cui l'Europa è strutturalmente supina; la commissione Trilaterale fornisce un'agenda economica e politica unitaria a Nordamerica, Asia ed Europa; il clun Bilderberg tiene le redini del tutto.

4http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-19644897

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