Ho sempre negato che
rispetto agli altri popoli occidentali gli italiani fossero più
stupidi o capaci di essere gli unici a combinare certi pasticci,
ritenendo invece che i cittadini tedeschi o francesi fossero
altrettanto scemi, ma in altro modo.
Dopo le elezioni europee
del 25 maggio, onestamente, qualche dubbio inizio ad averlo anch'io.
Diciamo che se non tutti
gli italiani, almeno il 40% di quelli che si sono recati a votare
sembra aver davvero parecchi neuroni fuori posto in più rispetto
agli altri europei. Eh sì, perché mentre in Europa sono
sensibilmente cresciuti i partiti euroscettici (con quali
potenzialità costruttive è altra questione) l'Italia è stata
praticamente l'unico paese che non solo ha dato piena fiducia a un
partito di governo, oltre che massimo rappresentante dei poteri forti
internazionali, ma addirittura a votarlo con percentuali bulgare.
E' già la seconda volta,
dopo le elezioni politiche del 2008, che il popolo italiano reagisce
in modo esattamente contrario a come ragione comanda in una fase
storica difficile. Sull'onda delle difficoltà è normale e
probabilmente anche giusto tentare la carta del voto a formazioni che
propongono qualcosa di nuovo, di forte, rispetto a un agone politico
ormai prevedibile e squalificato. Così hanno fatto la Gran Bretagna
e la Francia, con tutti i limiti dei vincitori designati in
particolare nel caso inglese, così ha fatto parzialmente la Grecia.
Persino l'anestetizzata Germania è riuscita a sfogare un po' di sana
rabbia popolare mandando all'Europarlamento un deputato neonazista ed
uno del partito dei Pirati.
L'Italia non ha fatto
niente del genere ed ha invece votato in massa chi della sua
sofferenza è, seppure non in esclusiva, in larga parte responsabile.
A questo si aggiungano le percentuali tutto sommato importanti
conseguiti da altri partiti spazzatura come Forza Italia e NCD, ed
ecco che la sconfitta di forze che potevano avere qualcosa da dire
almeno in termini di novità, se non di qualità, come M5S o la
stessa Italia dei Valori, diventa ancora più incomprensibile.
Come accennato nel 2008
si era già verificato qualcosa di simile. In quella circostanza la
massima parte dei voti se la spartirono le due coalizioni di
centro-destra e centro-sinistra, assolutamente sovrapponibili come
progetti, con qualche briciola per lo schieramento di centro. Le due
ali estreme, la Destra Tricolore e la Sinistra Arcobaleno, che sino
alla vigilia del voto erano sembrate capaci di raccogliere un ampio
consenso dei delusi, non superarono nemmeno la quota di sbarramento.
Sembra quindi che gli
italiani, in fondo, siano davvero un po' più stupidotti degli altri.
Che fossimo pronti a rifugiarci sotto l'ala di chi promette più
comodità e bengodi per tutti già lo diceva la nostra storia. Ma che
fossimo pronti anche a metterci dalla parte di chi ci ha preso a
sonore mazzate solo perché si teme l'ipotetica sculacciata altrui
ancora ci mancava.
Del resto guardando ai
fatti oggettivi non si riesce a capire cosa avrebbe dovuto fare di
peggio il PD per non essere votato e per vedere anzi i propri vertici
piazzati davanti a un plotone d'esecuzione.
In tre anni questo
partito ha sostenuto due colpi di stato, fatti peraltro con
l'aggravante della destrezza, che hanno portato al potere prima il
Gold-man trilaterato Mario Monti e poi la versione giovanile del Nano
di Arcore, Matteo Renzi. Alla luce di questo il Partito “Democratico”
dovrebbe cambiare nome in Partito Golpista, decisamente più
appropriato. Se Letta aveva premuto per privatizzare quelle poche
risorse di Stato che ancora rendevano qualche miliardino di euro,
Renzi ha accelerato al massimo in questo senso. Questo governo ha
concesso il famoso aumento di 80 € in busta grazie a minori tasse,
ma questo taglio sarà in larga parte compensato da una riduzione
degli assegni familiari e il fatto di insistere solo sulla prima
delle due misure ha dato parecchi crediti alla campagna elettorale
dei Golpisti. Renzi ha anche favorito, si vedrà in che misura,
l'estensione del contratto a tempo indeterminato, non prima di aver
svuotato quest'ultimo di parecchi contenuti. Ha confermato la
sudditanza atlantica del nostro paese in particolare sulla questione
degli F-35 e dell'Ucraina. E infine, non per colpa specifica di Renzi
bisogna dire, ma per una generale responsabilità del PD, l'Italia è
stata esclusa dalla Russia quale terminale del gasdotto South Stream.
Renzi ha telefonato a Putin per chiedere spiegazioni, probabilmente
per sentirsi sbattere il telefono dopo aver incassato la giusta
lamentela di Mosca, stanca di governi che da almeno tre anni facevano
di tutto per saltarle sui genitali, e così addio possibilità
energetiche a buon mercato per il nostro paese.
Insomma, nell'ora più
nera, l'Italia è riuscita a votare chi da programma vuole portare
l'oscurità e la cosa sembra essere stata bene proprio a tanti.